Lezione 9 – Bilanciamento del bianco

2012-04-20
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Per ottenere una fotografia professionale, perfetta in ogni dettaglio e gradevole alla vista, occorre che tutti i parametri siano ben bilanciati, ossia che la resa sia quanto più realistica possibile, specialmente quando si tratta dei colori.
Ottenere dei colori realistici, ma al contempo vividi e brillanti, è uno degli obiettivi principali di un fotografo, che ha a sua disposizione numerosi strumenti per riuscirci, tra cui il bilanciamento del bianco, che può essere effettuato sia on-camera, ovvero prima dello scatto, che in post-produzione, ovvero operando coi programmi di fotoritocco.

Il bilanciamento del bianco è un parametro fondamentale, ma anche di difficile impostazione per un semplice motivo: durante l’arco della giornata la luce solare si modifica, assumendo tonalità calde nel periodo dell’alba e in quello del tramonto, oltre che in certi ambienti interni dove le luci artificiali hanno una dominante gialle (luci d’ambiente), ma assume tonalità più fredde nelle ore centrali della giornata e all’interno di ambienti interni con dominante blu (luci da lavoro); inevitabilmente, quindi, il bilanciamento del bianco va personalizzato in base a tutte queste diverse situazioni, per evitare che nella fotografia risultino delle dominanti sgradevoli di colore, perchè l’iride umana ha un comportamento diverso dal sensore di una macchina fotografica: infatti, la percezione umana vede un foglio bianco, anche quando le luci d’ambiente sono nelle tonalità dell’azzurro per esempio, perché sa che quel foglio è bianco. La macchina fotografica, invece, per il principio base della costanza percettiva cromatica, vedrà quel foglio in una tonalità di quel colore. Bisogna, quindi, indicare alla macchina quali sono le dominanti di colore che deve volta per volta escludere, in modo tale da ottenere il punto di bianco desiderato.

Per effettuare la regolazione on camera (consigliabile), il fotografo deve innanzitutto capire quale sia la condizione di scatto in cui sta per operare, per avere lui stesso la percezione di quello che deve essere il risultato.

Uno dei metodi per indicare alla macchina quale sia il punto di bianco desiderato, consiste nel scattare una fotografia a un foglio grigio al 18-20%, acquistabile presso un qualsiasi rivenditore fotografico e indispensabile nel kit di un fotografo, facendo in modo che l’esposizione sia quella corretta: è inutile sovraesporre o sottoesporre lo scatto. Ma lo scatto può essere effettuato anche sulla parete (pulita) di una stanza, nel caso in cui non si disponga del cartoncino, l’importante è che sia compresa nel range bianco-grigio (15-20%).
Una volta ottenuta la fotografia, bisogna assicurarsi che la macchina sia impostata sulla modalità di bilanciamento manuale del bianco; recarsi, quindi, nel menu della fotocamera e selezionare le impostazioni di bilanciamento del bianco (WB) -solitamente le fotocamere reflex dispongono di un pulsante apposito sul dorso della macchina-: per definire il bianco, la fotocamera indirizza il fotografo verso la galleria delle fotografie scattate, tra le quali dovrà essere selezionata quella scattata precedentemente. In questo modo la fotocamera ha impostato quella fotografia come suo punto di bianco neutro; per la controverifica, scattare una fotografia allo stesso oggetto (la parete o il cartoncino): se è sparita la predominante di colore e si è ottenuto un punto di bianco “puro” o quasi, il bilanciamento del bianco è stato effettuato in maniera corretta.

Un altro metodo per impostare il punto di bianco, riguarda la regolazione della temperatura; come è stato spiegato precedentemente, infatti, la luce assume tonalità calde o tonalità fredde a seconda delle condizioni. La temperatura della luce si misura in gradi kelvin e viene rappresentata come una scala dal rosso all’azzurro, in cui ogni sfumatura di gradiente corrisponde a una temperatura; solitamente una luce fredda corrisponde alle tonalità del rosso-arancio e va dai 3.500K in su, fino ai circa 5.500/6.000K, metre una luce calda viene rappresentata nei colori del blu-azzurro e sta su valori che di solito non superano i 3.000K. Per bilanciare il bianco sfruttando questa caratteristica, occorre selezionare nella propria fotocamera, in modalità di bilanciamento manuale del bianco, l’opzione che consente di regolare in maniera manuale la temperatura. Se ci si trova a fotografare in condizioni di luce fredda (illuminazione neon, cielo soperto, paesaggi innevati), occorre che la temperatura sia impostata con valori superiori a 5.000K, ma occorre ovviamente effettuare degli scatti di prova per verificare quale sia l’impostazione più idonea. Se, invece, la situazione di scatto implica la presenza di una fonte di luce calda (lampade ad incandescenza, albe o tramonti) la macchina dovrà essere impostata su valori che non superano i 3.000/4.000K, ma anche in questo caso è sempre bene effettuare degli scatti con parametri diversi, per verificare quale sia l’impostazione più corretta.

Come già accennato precedentemente, oltre alla regolazione on-camera, esiste la possibilità di bilanciare il bianco utilizzando un programma di fotoritocco, che opera per le modifiche in post-produzione. E’ la soluzione estrema nel caso in cui la regolazione non sia venuta bene on-camera, perchè c’è sempre la possibilità che la fotografia perda in qualità quando si va a lavorarci sopra con i programmi di fotoritocco.
I parametri da regolare, quando si opera in post-produzione per bilanciare il bianco sono: i livelli e l’eliminazione della predominante di colore; operare sui livelli significa lavorare sulla luminosità della foto, schiarendola o scurendola se necessario, oppure trovando il giusto bilanciamento dei mezzitoni: attenzione, non è sempre necessario agire sui livelli, ma è consigliabile verificare se possono essere ottenute delle migliorie, anche perché se si eccede nell’agire sui livelli, si rischiano scompensi irrecuperabili.
La manovra più incisiva riguarda il bilanciamento manuale dei colori: occorre ridurre il più possibile il colore dominante della fotografia, spostando il cursore del colore dominante verso la parte opposta: se, per esempio, si ha una predominante blu nella fotografia, occorre portare il cursore verso il colore opposto (giallo) e bilanciando quindi gli altri cursori sulla nuova impostazione.

Esistono poi strumenti automatici che, leggendo gli algoritmi della fotografia, impostano il bilanciamento in modo automatico, ma non sempre il risultato è quello desiderato, motivo per cui è sempre meglio affidarsi al proprio occhio piuttosto che a un algoritmo matematico.

Altro sistema, sempre operando sul programma di fotoritocco, riguarda il sistema dei filtri, uno strumento di più facile utilizzo rispetto al bilanciamento manuale dei colori, ma che offre minori garanzie: i programmi prevedono una serie di filtri fotografici in grado di “scaldare” o “raffreddare” i toni della fotografia e tra cui l’utente deve scegliere quello più adatto. Essendo una gamma preimpostata, può capitare di non trovare l’impostazione corretta, motivo per cui può essere utilizzato come primo metodo, ma poi è sempre meglio, comunque, effettuare una regolazione manuale per i ritocchi finali.

Commenti

  1. scritto da luca il 29/08/2014

    ciao, ho letto che anche per scattare fotografie notturne( tipo alla via lattea o alle stelle) è molto importante bilanciare il bianco, anche in funzione di una post produzione successiva.
    la mia domanda è: come posso fare a bilanciarlo mentre sono fuori al buio?
    grazie mille.

  2. scritto da Fabio Raiteri il 19/12/2014

    Ciao Luca,
    il bilanciamento del bianco lo puoi fare a prescindere dal successivo utilizzo che ne farai, voglio dire che puoi fare il bilanciamento del bianco tranquillamente a casa tua con una buona luce bianca di lampadina oppure con la luce del sole puntando su un muro o un foglio bianco. Una volta impostato e salvato il bilanciamento potrai usare questa impostazione quando fotograferai le stelle in notturna. Per cui il bilanciamento e lo scatto possono essere effettuati in momenti e posti differenti, poichè il bilanciamento del bianco è un settaggio della macchian fotografica.
    Spero di averti risposto e grazie mille per la tua domanda.

  3. scritto da Viviana il 06/03/2016

    Ciao Fabio, questa risposta sulsetting del WB a prescindere dalle condizioni non l’ho capita molto. Se fosse come dici basterebbe fotografare una volta un foglio grigio neutro ed usare sempre quella foto come riferimento (forse è l’auto presente in macchina)? Le misurazioni manuali del bianco tramite cartoncino vanno invece rifatte anche al variare della luce nello stesso ambiente figuriamoci se scatto a casa di giorno una parete illuminata dal sole rispetto ad una foto notturna. Mi sono persa qualcosa nel ragionamento della risposta a Luca? Grazie x gli articoli e x i confronti!

  4. scritto da Fabio Raiteri il 08/03/2016

    Ciao Viviana, grazie per la tua partecipazione, siccome Luca mi aveva chiesto informazioni per bilanciare il bianco per fotografare il cielo notturno ho risposto che poteva bilanciarlo su una parete o un foglio bianco con luce aritficiale semplicemente perchè essendo notte non può farlo con la luce naturale dell’ambiente.
    Il tuo discorso vale ed è assolutamente corretto se si facessero foto diurne oppure in una stanza con luce artificiale, ma per fotografare la volta celeste di notte no perchè la luce ambientale non c’è. Per cui in questo caso puoi farlo come ti ho indicato. In realtà più che bilanciare il bianco per avere ottime foto del cielo notturno (soprattutto a lunga esposizione) è necessario effettuare quello che viene chiamato “sottrazione del Dark frame”.
    L’operazione è semplice, basta scattare la fotografia che si vuole fare (anche a lunga esposizione) e successivamente scattare una seconda foto con però il tappo sull’obiettivo, ovviamente con gli stessi parametri (sensibilità e tempo di posa). Questo frame “nero” andrà successivamente sottratta alla prima immagine scattata (in post produzione, con qualche software apposito). Questo serve per sottrarre i pixel cosidetti di rumore (dovuti al calore del ccd) per avere una foto praticamente perfetta e priva di rumore. Appena ho un attimo di tempo vorrei fare un articolo a proposito del dark frame per approfondire queso concetto. Spero di averti risposto viviana, altrimenti chiedimi pure. Grazie e continua a seguirci

  5. scritto da Viviana il 12/03/2016

    Grazie mille del chiarimento Fabio!! Adesso ho contestualizzato il ragionamento. Molto utile l’info della sottrazione del dark frame! Vi seguo con piacere e con dovere di crescita e confronto. Complimenti per la condivisione, siti come questo danno valore al mondo del web ed a noi appassionati di fotografia.

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