Lezione 3 – Come è fatta una reflex

2011-06-01
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Oggi vediamo come è fatta dentro la vostra macchina fotografica digitale. C’è da fare subito una distinzione. Ci sono le compatte e le reflex. Le compatte sono appunto compatte, hanno cioè tutto assemblato in modo da essere quanto più piccole possibili, tascabili, e quindi vederle all’interno non è molto interessante.

Smontare e guardare dentro una reflex invece è molto interessante.

Iniziamo dalla parte esterna fondamentale: l’obiettivo.

Gli obiettivi sono le lenti che si applicano alla nostra reflex e servono per permettere alla macchina fotografica di vedere! Sono proprio come degli occhiali. Un occhiale consente di vedere “normalmente” e dal punto di vista umano normalmente significa a 35mm.

Possiamo però decidere di mettere davanti al nostro occhio, invece che un occhiale normale, un binocolo, a quel punto riusciamo a vedere bene gli oggetti molto lontani. I “binocoli” per le vostre reflex si chiamano tele-obiettivi e sono tutto ciò che è superiore ai 35mm. Di solito un tele-obiettivo va dai 55mm ai 250mm.

Possiamo però decidere di modificare la vista ampliando il più possibile l’immagine, e passare da aquila a pesce. L’aquila infatti è in grado di vedere anche molto lontano (teleobiettivo) il pesce invece riesce a vedere quasi a 180°, cioè da destra a sinistra senza girar la testa. Gli  obiettivi che hanno questa caratteristica infatti si chiamano fish eye (occhio a pesce) e sono di tipo grandangolare (grand’angolo) e sono al di sotto dei 35mm, di solito circa 10mm. Questa tipologia di lenti è più costosa dei teleobiettivi.

Oltre alla lente, l’obiettivo contiene anche il diaframma. Questa parte è molto importante perché è quella che determina la quantità di luce che può entrare.

Il fotografo ha il controllo del diaframma, infatti può decidere di aprirlo e chiudere a suo piacimento, come mostrato nella figura qui a fianco. Il simbolo F indica il diaframma mentre invece il numero indica quante volte l’apertura desiderata entra nel diaframma completamente aperto. F16 quindi indica un buco di apertura piccolo, quindi un buco di una dimensione che entra 16 volte nell’obiettivo.

 

Il diaframma resta aperto per un tempo determinato dal fotografo.

Dunque per riassumere il diaframma rappresenta la quantità di luce che può entrare mentre invece il tempo rappresenta per quanto tempo tale quantità può entrare, cioè è come se dicessimo che ad un concerto il pubblico può entrare a gruppi di 2 persone per volta, per 20 minuti, poi la sala è piena e non entra più nessuno.

La luce passa nella lente dell’obiettivo, supera il diaframma ed illumina un sensore. Il sensore è la parte tecnologica più importante di una macchina fotografica digitale, è infatti questo componente che cattura la luce e la trasforma l’immagine in numeri, in modo da poter consentire al processore di elaborare l’informazione.

Se la luce illumina il sensore, allora lo schermo LCD posizionato dietro la reflex potrebbe mostrare l’immagine se il fotografo ha deciso di visualizzare l’immagine. Se la luce non illumina il sensore, allora illumina uno specchietto che riflette la luce nello spioncino. Ed è qui che entra in gioco il nome della macchina fotografica: reflex infatti significa riflesso e sta ad indicare che l’immagine che si vede nello spioncino è esattamente quella che sarà impressa sul sensore una volta sollevato lo specchietto.

Lo specchietto si solleva automaticamente quando si scatta una foto o si effettua una ripresa video.

Un componente di secondaria importanza è il flash, che si usa per illuminare artificialmente il soggetto fotografico quando la luce scarseggia o in altri casi particolari (vedremo nei prossimi articoli). Il flash è molto utile, ma rovina spesso l’atmosfera reale producendo un’immagine di scarsa qualità.

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