Come fotografare con il cellulare

2012-09-04
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Scattare una fotografia, prima del digitale, significava dover portare il rullino in un laboratorio, o imparare a sviluppare le foto autonomamente in camera oscura.

A cavallo fra gli anni ’70 e gli anni ’80, la Polaroid sbancò con la macchina fotografica istantanea, in grado di sviluppare immediatamente l’immagine scattata. La macchina fotografica usciva dai laboratori e dalla borsa dei professionisti, e raggiungeva il grande pubblico.

Oggi stiamo assistendo alla diffusione su larga scala di dispositivi mobili in grado di integrare il telefono cellulare con varie altre tecnologie (basate su processori e con memorie fino a pochi anni fa disponibili solo in supercomputers) in uno “smartphone”, da portare sempre con sé nella tasca dei pantaloni.
La macchina fotograficaritorna per tutti.

Era solo questione di tempo e, dalle prime fotocamere integrate, dotate di risoluzione appena sufficiente a stampare una foto della grandezza – appunto – di una Polaroid, siamo passati a prodotti come il Nokia 808

(38 Megapixel e ottica Carl Zeiss), giunti addirittura sul banco prove di dpreview.com; e potrei citare l’iPhone 4S, il Samsung Galaxy SIII e l’HTC One X, con comparti fotografici dalle prestazioni interessanti e sensori dagli 8 ai 12 MP.

Come è avvenuto per le fotocamere digitali – e questo vale specialmente per le compatte – il conto dei pixel, perfetto per la pubblicità, ma sempre meno adatto ad un pubblico che diventa pian piano più maturo, sta passando in secondo piano rispetto alla qualità globale, che significa ottiche e processori immagine di maggior pregio.

Sono anche stati prodotti divertenti aggiuntivi ottici non particolarmente costosi, in special modo per il prodotto più diffuso: il melafonino.

E poi ci sono le applicazioni, come Instagram, Hipstamatic, Camera+, Pixlr-o-matic e Afterfocus, che permettono la manipolazione digitale per produrre immagini ad alto tasso di creatività, sebbene ovviamente portino a sacrificare il livello qualitativo di ciò che è stato prodotto dal sensore. Sono tutti software pensati per divertirsi a scattare e per condividere dei momenti con gli amici, con forte integrazione quindi con i social network.

Metodo pratico per ottenere foto migliori

1) sembrerà stupido, ma la prima cosa da fare è portarsi dietro un panno per occhiali, o un pennello a soffietto, e pulire l’ottica dalle ditate e dalla polvere…

2) evitare assolutamente l’uso dello zoom digitale. Esattamente come per ogni altro tipo di fotocamera, lo zoom digitale non fa altro che ingrandire una porzione dell’immagine. Anche se, mediante un’interpolazione, tenta di preservarne il più possibile la qualità, i risultati non saranno mai soddisfacenti. Ricordiamoci di fare come facevano i grandi fotografi del passato: usiamo i piedi e avviciniamoci al soggetto.

3) controllare i “settaggi” del software che utilizza la fotocamera del telefonino. C’è un menù delle opzioni facilmente raggiungibile attraverso la tastiera che ne contiene diversi, per il bilanciamento del bianco (utile specialmente con poca luce), del colore, per regolare il tipo di scatto (l’esposizione per foto sportive, notturne, ritratti, ecc.), la risoluzione (bassa, media, massima). Il tutto ha normalmente una veste grafica simile a quella dei display delle macchine fotografiche. Sono operazioni che facciamo con la reflex, con la compatta “punta-e-scatta”, perché non dovremmo fare altrettanto con lo smartphone?

4) per evitare foto mosse il telefonino deve stare fermo. Non essendo pesante, e non avendo il “grip” di una macchina fotografica, potrebbe non essere così facile. Un buon consiglio? Appoggiamoci a un muro, oppure scegliamo la modalità autoscatto e mettiamo il telefonino su una panchina o sul terreno. Potremmo acquistare un porta-telefonino orientabile, come quello che usano per esporli in vetrina, e usarlo a questo scopo.

5) se il soggetto ci piace, ma magari c’è un po’ di “rumore” digitale, qualche aberrazione cromatica, insomma la foto ci è venuta così così, ricordiamoci che il bianco e nero, e una piccola post-produzione con un programma di fotoritocco, possono rendere comunque gradevole e simpatico il risultato.

6) essere creativi significa scegliere punti di vista differenti. I telefonini posseggono ottiche grandangolari che sono una favola, se usate bene. Facendo qualche prova da angolazioni diverse, rischiamo di portare a casa foto davvero speciali.

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