Come fotografare le cascate

2012-10-04
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Alla fine di maggio, Samantha ed io abbiamo programmato un viaggio in Islanda con un gruppo di amici per goderci le bellezze di questo paese.
Gran parte delle attrazioni naturali islandesi sono cascate; abbiamo pensato quindi, che fosse il momento giusto per guadagnare la cima di qualche cascata per preparaci a ciò che ci aspetterà. Speriamo che il nostro ripasso possa esse d’aiuto anche a qualcuno di voi, che si appresta ad organizzare un’escursione vicino all’acqua scrosciante.
I fotografi di panorami e le cascate si abbinano come il burro d’arachidi e la marmellata o la birra con la pizza; purtroppo non sempre però le foto scattate sono all’altezza di questo binomio.
Qui di seguito notiamo un paio d’errori comuni, facili da evitare e alcuni semplici suggerimenti che miglioreranno la qualità delle vostre foto.

©Darwin Wiggett – Photographer at Nigel Falls, Banff NP

Illuminazione

L’errore più comune che possiamo notare nelle fotografie di cascate, è che il fotografo non presta attenzione alla luce che illumina il soggetto.
La maggior parte dei principianti fotografa le cascate in pieno sole, lasciando una parte della cascata in ombra e il resto sotto la luce diretta. I sensori digitali non riescono ad elaborare un contrasto così estremo mantenendo una buona tonalità del colore, così le immagini che si ottengono risultano spesso un miscuglio di luci spente e d’ombre cavernose.

Il modo più semplice per risolvere questo problema di contrasto è quello di fotografare le cascate sotto una luce più equilibrata.
I giorni nuvolosi, per esempio, sono l’ideale perché la luce piatta riduce il contrasto in modo che ogni cosa, a partire dalle goccioline d’acqua lucenti, fino alle rocce scure e ai canyon più profondi siano ripresi in ogni minimo dettaglio. L’immagine qui sotto di Cline Canyon ci mostra come, le grigie giornate nuvolose, consentano al sensore di catturare tutti i dettagli dell’intera scena. Provate a fare lo stesso in una giornata di sole e il risultato sarà terribile!

©Darwin Wiggett – Cline Canyon, Kootenay Plains, Alberta

L’immagine delle cascate di “Mary Ann” in Nuova Scozia, mostra la qualità della luce, nelle giornate col cielo coperto, per ottenere dettagli più nitidi.
Utilizzare un filtro polarizzato anche nelle giornate nuvolose consente di eliminare i riflessi dei soggetti riflettenti, come foglie e acqua, per foto più ricche di dettagli.

©Darwin Wiggett – Mary Ann Falls, Nova Scotia

Cosa accade se si arriva in cima alla cascata in una bella giornata di sole? Beh è ancora possibile ottenere ottime immagini se si fotografa la cascata quando è completamente illuminata dal sole, con nessuna zona in ombra, come si vede nella foto delle cascate americane del “Niagara”.

©Darwin Wiggett – American Falls, Niagara Falls

Meglio ancora se c’è il sole, scattate le foto quando il sole è basso all’orizzonte e il contrasto di tutta la scena è ulteriormente ridotto.
Un altro vantaggio, di fotografare le cascate al tramonto quando il sole è basso all’orizzonte, è la possibilità di catturare gli arcobaleni.
Gli arcobaleni si formano nella nebbia delle cascate illuminate frontalmente quando l’angolo del sole rispetto all’orizzonte è inferiore a 30 gradi.
Se la cascata che si vuole fotografare è esposta ad est, programmate di essere lì il mattino presto, invece nel caso sia esposta ad ovest dovrete arrivare nel tardo pomeriggio per ottenere splendidi arcobaleni.

©Samantha Chrysanthou – The Natural Bridge at sunset, Yoho NP

©Darwin Wiggett – Takakkaw Falls, Yoho NP

Il controluce è una delle migliori illuminazioni per fotografare le cascate.
Ponendoci di fronte al sole che sorge o al tramonto mentre sfiora il pelo dell’acqua e illumina il vapore acqueo generato dalle rapide, allora, torneremo a casa con immagini uniche, diverse dalle solite foto.

©Darwin Wiggett – Rushing River, Ontario

©Darwin Wiggett – Horseshoe Falls, Niagara Falls

Effetti della velocità dell’otturatore

Ci sono tre linee guida da tenere a mente quando si fotografano le cascate.
Un tempo di scatto da 1/60 a 1/125 di secondo, che renderà il movimento dell’acqua simile a quello che vede l’occhio umano.
Con tempi di posa più rapidi, per esempio 1/1000 di secondo o superiore, cattureremo l’acqua sotto forma di goccioline in sospensione, mentre tempi d’otturazione più lenti di 1/8 di secondo ci fanno riprendere le cascate come un velo delicato con un effetto setato (con i tempi di posa lenti avrete bisogno di un treppiede).
Il ruolo del fotografo è quello di decidere quale velocità di scatto utilizzare per ottenere l’atmosfera e l’aspetto desiderato.
Come regola generale, le cascate piccole traggono beneficio da tempi di posa lunghi per ottenere un effetto di morbido e vellutato pizzo, mentre quelle più grandi e fragorose, con molti schizzi, vengono meglio se fotografate con tempi di scatto veloci (stop-action), surgelando gli scrosci d’acqua.

©Darwin Wiggett – Panther Falls, Banff NP

La foto della cascata “Panther” (sopra) è stata fatta usando 1/100 di secondo per mostrare il movimento dell’acqua come l’occhio umano lo percepisce, mentre la foto di spruzzi d’acqua su una roccia (foto in basso) è stata scattata a 1/1000 di secondo per fermare le gocce d’acqua nel tempo e nello spazio.

©Darwin Wiggett – North Saskatchewan River – Banff NP

Nella foto successiva della cascata “Decew”, è stata usata una bassa velocità d’otturatore 1/8 di secondo per dare alla cascata un aspetto più delicato, con fili d’acqua che cascano dolcemente.

©Darwin Wiggett – Decew Falls, Ontario

Filtri per Cascate

Polarizzatore Warm-tone

Il filtro polarizzato a toni caldi è un filtro essenziale per la fotografia delle cascate. Viene utilizzato anche nelle giornate nuvolose, non solo per eliminare i riflessi, ma anche per contrastare il blu dominante della luce del cielo.
Nelle due foto sotto, l’immagine di sinistra mostra una cascata (Cat Creek Falls a Kananaskis) fotografata senza filtro polarizzato, mentre la foto di destra mostra la stessa scena fotografata con l’ausilio del filtro polarizzato a toni caldi. Le differenze sono notevoli!
L’utilizzo di questo genere di filtro è semplice: basta montarlo sull’obiettivo e quello che si vede è ciò che si ottiene.
I filtri polarizzati Warm-tone sono realizzati da quasi tutti i produttori di filtri quindi cercateli nel vostro negozio di fiducia.

©Darwin Wiggett – Cat Creek Falls, Kananaskis – No polarizer (left image), warming polarizer (right image)

Filtro Polarizzato Gold-N-Blue o Blue-Yellow

Invece di rimuovere i riflessi, questo filtro li colora di blu oppure d’oro a seconda di come viene ruotato.
Nei giorni di cielo coperto, l’acqua e le rocce bagnate assumono una patina grigia che toglie vitalità alla foto. Con il filtro Polarizzato Cokin Blu-Giallo o quello Singh-Ray Gold-N-Blue si può aggiungere colore alla scena, ridonandole carattere.
Possiamo vederne gli effetti nelle immagini sotto, la versione in alto è senza filtro, mentre la seconda e la terza sono realizzate con il filtro Singh-Ray Gold-N-Blue ruotato prima dalla parte oro e poi da quella blu.

©Darwin Wiggett – Gold-N-Blue Filter Results – Yoho NP

A noi piace utilizzare questo filtro soprattutto nelle scene in cui gli spruzzi della cascata bagnano le rocce circostanti, cosicché queste rocce umide assumono una drammatica luminosità dorata o blu, secondo il risultato che si vuole ottenere.

©Samantha Chrysanthou – Nigel Falls, Banff NP

©Darwin Wiggett – Mistaya Canyon

Filtro a densità neutra

Questo filtro serve a ridurre la quantità di luce che entra nella fotocamera, consentendo di poter utilizzare un tempo di posa più lungo anche con la luce. Ad esempio, in una giornata di sole scattando a ISO 100, l’esposizione corretta per le cascate illuminate frontalmente è di 1/60 a f22. Ma cosa succede se si desidera utilizzare ¼ di secondo per ottenerel’effetto dell’acqua nebulosa? Siete già bloccati sul f22 e non è più possibile abbassare le ISO. La soluzione è un filtro a densità neutra (ND). Questi sono disponibili in decrementi d’esposizione da 2 a 8 stop. Diciamo che possedete un filtro ND a 5-stop, montatelo sul vostro obiettivo e magicamente l’esposizione di 1/60 di secondo a f22 diventa ½ secondo!
Fortunatamente, non è necessario fare calcoli troppo complessi per utilizzare questi filtri, sarà la fotocamera a fare il lavoro al posto vostro. Quindi usiamo un filtro ND ogni volta che vogliamo dare un aspetto etereo e nebbioso alle nostre cascate.
La foto qui sotto delle cascate “Tangle” nel Parco Nazionale di Jasper, è stata realizzata utilizzando un filtro ND a 5-stop con un tempo di posa di 2 secondi.

©Darwin Wiggett – Tangle Falls, Jasper NP

Per ulteriori informazioni sui filtri non perdetevi il nostro nuovo eBook sui Filtri essenziali e avanzati, da usare nella fotografia naturalistica.

Mettere tutto insieme

Per ottenere delle belle foto delle cascate e dei corsi d’acqua non si deve andare per tentativi ma, occorre un duro lavoro di pianificazione. La prima visita ad una nuova cascata che non si conosce è solo di perlustrazione, in modo da studiare il potenziale della scena.
Bisogna capire se il luogo venga meglio all’alba, a mezzogiorno o al tramonto, oppure sotto la luce di un cielo coperto.
Quale velocità dell’otturatore renderà la cascata nel modo in cui le vogliamo ritrarre? Abbiamo bisogno di filtri per migliorare la scena? Una volta deciso come vogliamo scattare, mettiamo insieme tutte le tecniche per ottenere le foto più forti e affascinanti possibili.

©Darwin Wiggett – Cataract Pass, Whitegoat Wilderness

 

Per saperne di più potete visitare i seguenti siti:
http://oopoomoo.com/

http://darwinwiggett.wordpress.com

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