Lezione 35 – Come trovare la corretta “Esposizione”

2012-09-04
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Il termine ESPOSIZIONE ha molti significati, nell’ambito fotografico questa parola ricorre molto spesso perché associata a uno degli aspetti tecnici più importanti della fotografia.

Sulle fotocamere digitali l’esposizione può essere definita come “quantità di luce acquisita dal sensore”, maggiore è la quantità di informazioni acquisite in fase di scatto, maggiori saranno le possibilità di elaborazioni in fase di post produzione senza un degrado nella qualità dell’immagine.

A seconda di come saranno regolati i tre parametri base della nostra fotocamera, tempo di otturazione, apertura del diagramma e valore ISO, la nostra foto potrà risultare:

 

  • Sottoesposta: Foto scura o molto scura con forti ombre e colori spenti, dettagli poco visibili (es. img. 1).

Img. 1 - Sotto Esposta

Img. 1 – Sotto Esposta

  • Esposta correttamente: Foto con un giusto equilibrio tra luci e ombre con colori ben distinti e dettagli visibili (es. img. 2).

Img. 2 - Esposta Correttamente

Img. 2 – Esposta Correttamente

  • Sovraesposta: Foto molto chiara con parti tendenti al bianco o completamente bianche, i colori risultano più accesi ma anche più chiari e/o i dettagli dell’immagine tendono a sparire (es. img. 3).

Sovra Esposta

Img. 3 – Sovra Esposta

 

Nei precedenti capitoli si è già discusso del tempo di otturazione, apertura del diaframma e valori ISO; abbiamo visto come questi tre parametri hanno un scala valori di riferimento e che ogni spostamento su una di queste scale prende il nome di stop.

Un tempo quando si lavorava con la pellicola l’esposizione risultava più complessa perché l’unico modo per vedere il risultato dello scatto era passare dalla camera oscura e sviluppare la pellicola.

Oggi il digitale ci mette a disposizione la possibilità di vedere nel LCD sul dorso della macchina il risultato del nostro scatto in tempo reale ma, cosa ancor più importante, su tutte le reflex e molte compatte c’è la possibilità di visualizzare l’istogramma dell’esposizione.

Imparare a leggere questo grafico può sembrare molto complesso ma in realtà lo è molto meno di quanto si pensi.

Per capire meglio come leggere l’istogramma proviamo a concentrarci sul nostro esempio img. 4.

Img. 4 – Istogramma

 

Per comodità di lettura abbiamo diviso con due righe verticali rosse il nostro istogramma, in questo modo possiamo osservare in modo più chiaro i tre quadranti in cui si suddividono i toni della foto;  nel quadrante più a sinistra si possono leggere le quantità dei toni scuri presenti e il nostro grafico presenta uno spazio vuoto tra il margine sinistro e l’inizio dell’istogramma,  questo ci fa capire che nella foto non sono presenti toni vicino al nero perfetto e quindi anche nelle ombre potremo distinguere i dettagli.

Nel quadrante centrale leggiamo l’andamento delle quantità dei mezzi toni e, anche che il picco massimo è più spostato verso il quadrante dei toni scuri, non vuol dire che la nostra foto debba risultare buia.

Infine l’ultimo quadrante, quello di destra, ci mostra una buona acquisizione dei toni chiari, l’istogramma degrada dolcemente verso il margine destro che, al contrario del margine sinistro, ci fornisce il quantitativo di bianco presente nella foto.

L’istogramma d’esposizione reale viene raffigurato come una collina che ha un pendio che sale dolcemente nel quadrante dei toni scuri, una cima con qualche picco nel quadrante dei mezzi toni e un pendio che degrada lentamente fino al bianco nei toni chiari.

Anche se non riuscite a ottenere un grafico ideale, non vi preoccupate: potrete ottenere lo stesso foto esposte più che correttamente cercando però di evitare sempre picchi all’limite dell’area sinistra e al limite dell’area destra perché, più alto sarà il valore di nero o bianco perfetto, meno dettagli saranno presenti nella vostra foto. Inoltre bisognerebbe anche cercare di ottenere un’ istogramma che si estende su tutto l’asse X del nostro grafico, evitando il più possibile i picchi sugli estremi; più sono ampi gli spazi vuoti, più il nostro scatto sarà carente di informazioni utili per la post produzione.

Un consiglio: in tutti i grafici sono presenti delle linee verticali (continue o tratteggiate), che suddividono in differenti quadranti il display della vostra fotocamera; nella maggior parte delle reflex, tra una linea e quella successiva, o precedente, ci sono 2 stop:  a questo punto, ogni volta che leggerete un picco nel vostro grafico e lo riterrete troppo sottoesposto o sovraesposto, saprete anche calcolare di quanti stop dovrete modificare i parametri per correggere l’esposizione.

Concludo lasciandovi una domanda su cui riflettere: “visto che non sempre le condizioni di luce possono consentire di esporre nel modo giusto tutta la foto, è meglio allora  esporre correttamente il vostro soggetto e bruciare uno sfondo, o avere sia il soggetto sia lo sfondo male esposti?”

Commenti

  1. scritto da Marco Monetti il 04/09/2012

    Personalmente, preferisco bruciare lo sfondo ed esporre correttamente il soggetto, specialmente se si tratta di una persona.
    Nel caso di foto in cui gli elementi principali sono più di uno, propendo per una lieve sottoesposizione per recuperare dettagli mediante post-produzione: sovraesporre di oltre 2 stop, infatti, vuol dire perderli irrimediabilmente.
    Del tuo articolo, ho apprezzato molto l’approfondimento sulla lettura dell’istogramma, comprensibile e utilissimo.

  2. scritto da Matteo La Porta il 04/09/2012

    Sono pianamente d’accordo con te sul fatto che bisogna sempre esporre correttamente il soggetto in modo da averlo ben nitido. Ma sul fatto di sottoesporre per recuperare in post produzione… be mi sento di dissentire; anche io come te ero tendevo a sotto esporre lo scatto per poi schiarirlo in post produzione, ma dopo aver seguito un interessantissimo seminario del grande Gianluca Colla (http://gianlucacolla.eu/it/) su come nell’era del digitale le foto sovraesposte contengano più informazioni di quelle sottoesposte perché i sensori acquisiscono più informazioni nelle aree luminose. Questa filosofia di esposizione prende il nome di “more to the right” o “right exposition”; non vado oltre perché questa è una lezione di livello base e pertanto rivolta a chi sta approcciando la fotografia e certe nozioni se non si è padroni di certe conoscenze possono più dannosi che utili, spero comunque in futuro di arrivare a poter scrivere una lezione anche su questo argomento che devo ammette mi ha fatto aprire nuovi orizzonti :-).
    Tengo a precisare per tutti quelli che desiderassero sperimentare, di prestare attenzione che questa tecnica espositiva va adottata solo quando si scatta in formato RAW e si ha un po’ di pratica di post produzione digitale; se scattate in jpeg è sempre meglio una foto un po’ sottoesposta ma schiaribile di una foto bianca completamente bruciata!!

  3. scritto da Maria Doretto il 12/09/2012

    Ciao

    Ma facendo HDR on camera per non bruciare ne’ sfondo ne’ soggetto? E poi unendo i 3 scatti con cameraraw non va bene?

  4. scritto da Giorgio Tave il 12/09/2012

    Si maria ma si stava parlando di un’altra cosa

  5. scritto da Lady il 12/09/2012

    ….ovvio che se si potesse fare sempre HDR non sarebbe piu’ necessario sbattersi a cercare la giusta esposizione…. ( a patto che si sappia esporre l’HDR)….

  6. scritto da Adrea Betti il 12/09/2012

    Ciao ragazzi
    come faccio a vedere l’ “istogramma” on camera con un la mia compatta digitale?
    Se non ce l’ho come faccio?
    Vado a c…o?

  7. scritto da Matteo La Porta il 12/09/2012

    Ciao Andrea, su tutte le reflex digitali è possibile visualizzare l’istogramma ma solo le compatte di fascia più alta hanno questa possibilità.
    Mi spiego meglio la possibilità di visualizzare l’istogramma viene offerta dai produttori che realizzano fotocamere con le regolazioni manuali di apertura e tempo d’esposizione (per es. la Canon PowerShot G12) e la motivazione di questa scelta e legata al fatto che se non puoi regolare questi parametri l’esposizione dello scatto è demandata completamente alla fotocamera.
    Comunque se ci dici il produttore e il modello esatto della tua macchina fotografica verifichiamo se hai la possibilità di accedere a questa funzione e se si come si ci arriva.

    Per rispondere invece a Lady e Maria, non facciamo confusione tra HDR e corretta esposizione!
    La tecnica del HDR (High dynamic range) viene sfruttata per cercare di ottenere, anche nelle situazioni in cui emergono forti contrasti di luce, tutti i dettagli sia nelle zone d’ombre che nelle aree con forti luci. Ma perché questa tecnica sia davvero efficace bisogna sempre trovare la corretta esposizione a cui sommare almeno uno scatto sovraesposto e uno sottoesposto.

  8. scritto da Vincenzo il 03/07/2015

    Sinceramente preferisco abbassare l’esposizione per mantenere i dettagli. Anche al costo di rendere le ombre un po’ troppo scure. Idem per i video. Però forse a volte esagero. O magari l’abbasso quando non c’è ne di bisogno. Tipo all’aperto con il cielo sereno. Quando invece è nuvoloso solitamente bisogna abbassarla per mantenere certi dettagli.

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