Come usare obiettivi grandangolari in modo efficace

2016-04-21
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Testo e fotografia Copyright Darwin Wiggett
Tutti i diritti riservati.

Se potessi scegliere una sola lunghezza focale dell’obiettivo per le tue fotografie, quale scieglieresti?
Per me, la risposta è semplice.
Amo gli obiettivi grandangolari, e il mio obiettivo preferito è il 20 mm.
Vedo il mondo come una grande distesa, un incontro tra terra e cielo e tutto il resto. Ho difficoltà a vedere le cose in in punti singoli e isolati, è un mondo grande e voglio catturare tutto. Però questo è anche uno dei grossi problemi delle lenti grandangolari: la fotografia è basata sulla costruzione approssimativa, sull’eliminazione di elementi indesiderati e sulla semplificazione della composizione a pochi ingredienti chiave. Un obiettivo grandangolare è come un bambino curioso che osserva il mondo, ma incapace di concentrarsi bene sugli elementi chiave della scena. Gli obiettivi grandangolari sono le lenti più difficili da utilizzare in modo efficace perché abbiamo costantemente bisogno di lottare con il suo intrinseco atteggiamento del “voglio tutto”.

Avvicinati…avvicinati di più…

La maggior parte delle persone pensa che un obiettivo grandangolare deve solo essere usato per catturare scene molto grandi che con lenti normali non si riuscirebbe a fare. In parte questo è vero, obiettivi grandangolari hanno grandi angoli di vista, e sono in grado di catturare grandi porzioni della scena. Il problema è che concentrare tutta questa immensa scena in una pellicola o in un sensore digitale richiede che i singoli dettagli siano molto piccoli, così piccoli che risultano spesso indistinguibili nell’immagine finale.
La chiave per utilizzare con successo obiettivi grandangolari è quella di avvicinarsi al soggetto…più vicini si è, meglio è.
Più ci si avvicina, più grande il soggetto sarà nella cornice e più impatto avrà la foto.
Per esempio, nella foto 1, ho usato un obiettivo fisheye 15mm per fotografare Anita con un team di cani da slitta nello Yukon.

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Foto 1

Volevo che i cani fossero al centro dell’attenzione. Un fisheye prende un angolo di 180 gradi, davvero un ampio panorama! Anche a 1 o 2 metri di distanza i cani diventano minuscoli particolari nell’immensa scena. Avevo bisogno di arrivare molto vicino, e anche di più. Per raggiungere questo scopo stavo tra le gambe del musher su una slitta davanti alla squadra di Anita ed attiravo i cani vicini all’obiettivo con un po ‘di crocchette’ attaccate alla mia slitta. In questa foto il cane più vicino era a circa 20 centimetri di distanza dalla parte anteriore della lente (il respiro effettivamente ha rischiato di appannarmi la lente)! Ad ogni sobbalzo della slitta la mia testa colpiva in mezzo alle gambe il conducente della slitta. Inutile dire che ho avuto solo pochi fotogrammi prima che il conducente decidesse che il mio angolo fotografico spettacolare non valeva la sua lenta agonia.
“Fantastico” starai dicendo, “ma io fotografo paesaggi e non animali”.
“In questo momento sono sul bordo del Grand Canyon, se mi avvicino di più al soggetto mi sfracellerò sul pavimento del canyon!” Vero…ma ancora, vale la stessa regola, ovvero se usi il tuo grandangolo come fanno la maggior parte delle persone otterrai semplicemente una foto di un grosso buco (il canyon) con poco dettaglio per l’occhio su cui meditare.
Per uno scatto più di spettacolare è necessario fare qualcosa di simile a quello che ho fatto nella foto 2 ovvero piazzarsi “sul labbro canyon” che sarà in primo piano nello scatto per fornire un ‘ancoraggio’ alla vostra immagine; qualcosa che dà un senso di scala alla scena (un albero, un fiore, una roccia, o una persona).

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Foto 2

Utilizzando qualcosa, di cui la maggior parte delle persone conosce le vere dimensioni, ci permette di poter “giocare” con l’effetto vicino-lontano della prospettiva per creare l’illusione della distanza.
Oggetti vicini a noi risultano grandi nella nostra esperienza come esseri umani; gli oggetti lontani risultano piccoli. Per aumentare la dimensione apparente del Grand Canyon, basta avvicinarsi a un gruppo di fiori sul bordo del Canyon, per riempire il fotogramma e il Canyon risulterà ancora più distante e profondo. E’ importante nella fotografia paesaggistica grandangolare avere sempre un forte primo piano per aiutare a stabilire una relazione spaziale comprensibile tra primo piano e sfondo (vedi foto 2 e 3).

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Foto 3

Metti a fuoco ma vedi in grande

In genere, si vuole sempre ottenere la massima profondità di messa a fuoco possibile con un obiettivo grandangolare e si desidera un’immagine nitida sia in primo piano che sullo sfondo. Fortunatamente gli obiettivi grandangolari hanno la capacità di dare messa a fuoco accettabile da 30cm fino all’infinito.
“Hey, aspetta un minuto, posso mettere a fuoco fiori vicini oppure oggetti a media distanza o sullo sfondo, ma la mia macchina fotografica non mi permette di mettere a fuoco su tutti e tre in una volta sola!” Non è vero, quando si guarda attraverso l’obiettivo, stiamo guardando la profondità di campo con l’impostazione di massima apertura. Questo è quello che si otterrebbe se si imposta la lente a f2.8 (o qualunque sia il numero più basso sul vostro obiettivo). Ma se si spara a f11, f16 o f22 si otterrà un risultato molto diverso (la maggior parte della scena a fuoco).
Per ottenere il massimo (nitidezza apparente) della profondità di campo assoluto in tutta l’inquadratura, è necessario sapere a che punto mettere a fuoco il vostro obiettivo. Per fare questo, è necessario calcolare la distanza iperfocale per ciascun obiettivo e per ogni apertura che si prevede di utilizzare. Se non avete una laurea in fisica quantistica, vi suggerisco do un suggerimento. Ho trovato una funzionalità molto utile nel software ProFotoSoftware che si chiama “calcolatore di iper focale”. Per esempio, per il mio obiettivo da 20 mm, se imposto un’apertura ad f22 e concentro il mio obiettivo verso un oggetto a 60cm di distanza, tutta la scena viene a fuoco. Così ogni volta che uso il mio obiettivo da 20 mm so che finché punto su oggetti non oltre i 60cm di distanza (usando la messa a fuoco manuale) e imposto la fotocamera su f22, posso tenere tutta l’inquadratura a fuoco. Ora devo solo andare alla ricerca di grandi primi piani!

Effettuare sempre la composizione con l’intera struttura in mente

Una volta che avete trovato un grande primo piano, è necessario fare in modo che sia gli elementi in primo piano, che quelli a media distanza che quelli sullo sfondo siano in armonia tra loro per creare una buona composizione. Anche se si dispone di una grande scena compressa nel mirino ,è ancora necessario organizzare tutti gli elementi della scena in una composizione forte. La maggior parte delle persone lo fanno utilizzando teleobiettivi perché con questu di riesce a isolare e ridurre il numero di elementi all’interno della foto. La sfida con gli obiettivi grandangolari è quello di organizzare il caos che riempie la cornice in una sorta di graphic design coesa.
Per esempio nella foto 4, ho usato le rocce, la linea della montagna, gli alberi e le nuvole nel cielo per dare una composizione a ‘s’ curva di tutta l’inquadratura.

Foto 4

Foto 4

Trovo che l’utilizzo di un treppiede per fare piccoli aggiustamenti nel posizionamento della fotocamera può davvero fare enormi differenze nella composizione. Gli obiettivi grandangolari richiedono precisione nel posizionamento della fotocamera per ottenere disegni graficamente piacevoli.
Nella foto 5, ho passato un sacco di tempo in movimento, provando diverse inclinazioni della fotocamera, e gli angoli di vista, prima di poter scattare una composizione che valorizzasse gli spazi ristretti di questa stanza a Kolmanskopp (Namibia).

Foto 5

Foto 5

Controllare la luce attraverso l’immagine

Non importa quale sia l’obiettivo da utilizzare, la fotografia è tutta fatta di luce. La luce può valorizzare o distruggere una foto. Con lenti grandangolari si ha spesso una vasta gamma di luce che ci arriva attraverso l’immagine e, proprio per questo, la gamma di contrasto in una scena grandangolare può essere molto estrema.
Spesso devo usare strumenti come flash, filtri graduati, polarizzatori o esposizioni multiple per controllare il contrasto in una scena. Vi voglio dare un rapido suggerimento sull’utilizzo di filtri con obiettivi grandangolari. Molte persone usano i portafiltri Cokin P-serie.

Spesso su obiettivi grandangolari (soprattutto su grandangolari zoom) il supporto del filtro fa sì che si verifichi una vignettatura. Alcune persone hanno risolto questo problema spostando di uno o due slot il filtro sui supporti Cokin. Altri tengo solo il filtro con la mano davanti all’obiettivo. Esiste però un adattatore Cokin ‘retrofit’ (P486) che si attacca sulla lente in modo che il Cokin holder sia a filo con la lente consentendo l’utilizzo di tutti e tre gli slot per i filtri. Io uso questo sul mio f2.8 20 millimetri Canon e non mi si presentano più le fastidiose vignettatura. (Vedi foto 6 – scattata con un filtro reverse graduale a 2 stop e mezzo ed un filtro warming A13 in uno dei tre slot del Cokin P-hoder su un obiettivo da 20 mm).

Foto 6

Foto 6

Scegliere il miglior obiettivo grandangolare per il vostro stile di scatto

Infine, preferisco una lunghezza focale fissa con obiettivi grandangolari piuttosto che obiettivi zoom grandangolari per diversi motivi:

  1. La maggior parte degli obiettivi zoom grandangolari hanno seri problemi di flare in controluce mentre la maggior parte delle lenti a lunghezza fissa no (vedi Foto 7 – scattata con un 20 millimetri)
  2. Ottiche fisse a fuoco ravvicinato danno la possibilità di avere più opzioni sulle composizioni ‘faccia a faccia’
  3. Ottiche fisse danno meno effetto vignetta con filtri e portafiltri
  4. Ottiche fisse hanno meno distorsione sui bordi delle lenti zoom
  5. Le Ottiche fisse sono molto più economiche e più leggere delle ottiche zoom grandangolari
  6. Ottiche grandangolari fisse ti costringono a “vedere” in una lunghezza focale e a muoverti intorno alla scena per trovare la composizione migliore possibile. Uno zoom grandangolare rende più ‘facile e pigro’ inquadrare agendo sulla ghiera dello zoom.
Foto 7

Foto 7

Mi piace molto sperimentare con gli obiettivi grandangolari, tanto che nella mia precedente vita dove avevo un negozio da fotografo, ho quasi sempre scattato fotografie a bambini e animali utilizzando obiettivi grandangolari. In questo modo entro a far parte dell’azione e sono costretto a interagire con il soggetto. Se avessi scattato ai cani da slitta con un 300mm, non avrei imparato a conoscere i cani in quel modo, sentire il loro fiato sul mio viso, sentire una goccia di sangue dell’alce sulla mia fronte o lo schiaffo del conducente della slitta sulla mia testa!

Ora vi starete chiedendo quale sarà il mio prossimo progetto…semplice…ritratti ad orsi selvatici con obiettivo fish-eye.

Ci vediamo in giro!

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