Una corsa nella storia….della fotografia!

2012-08-28
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Il termine “Fotografia” deriva dalle parole dell’antico greco phôs e graphè (luce e disegno), quindi letteralmente si può tradurre con disegnare con la luce.

Molti sono i ricercatori e artisti che hanno contribuito allo sviluppo e all’evoluzione della fotografia nei secoli. Una delle prime forme di fotografia risale già all’epoca di Aristotele 390 a.C.; Aristotele afferma infatti che se si crea un piccolo foro alla parete di camera buia, la luce che ne penetrerà disegnerà, come un pennello luminoso, sulla parete opposta l’immagine capovolta del panorama esterno (es. img 1).

 

Principio della camera buia

Img. 1 – Principio della camera buia

Grazie a questo sistema molti artisti del passato costruivano ingombranti camere oscurate per sfruttare questa proprietà della luce al fine di ritrarre il paesaggio circostante.

Tra il 1820 e il 1830, l’inventore francese Joseph Nicéphore Nièpce (img. 2), realizza quelle che sono considerate le prime immagini permanenti impresse dalla luce su lastre di rame e rivestimenti di nitrati d’argento, e come camera oscura una cassetta di legno con l’interno verniciato di nero e un foro sulla parete opposta alla lastra.

Le tecniche ideate per realizzare queste immagini presero il nome di eliografia, fu l’astronomo inglese Frederick William Herschel che nel 1839 propose di chiamare questa nuova forma d’arte fotografia; va notato che i primi pionieri della fotografia furono per lo più artisti che videro nella possibilità di impressionare un’ immagine con la luce, una valida alternativa al pennello.

Joseph Nicéphore Nièpce

Img. 2 – Joseph Nicéphore Nièpce

Una vera rivoluzione venne apportata dall’americano George Eastman che nel 1884 inventò le prime pellicole in rulli da 24 pose che inizialmente erano su carta.

Grazie all’invenzione della pellicola nel 1888 venne lanciata la prima macchina fotografica con una lunghezza di 18cm, una velocità di 1/25 sec e 100 pose, che per poter essere sviluppate obbligava il possessore di questi apparecchi ad inviarli alla Casa produttrice che oltre allo sviluppo provvedeva ricaricare la macchina altre 100 pose. Lo slogan della compagnia era: “Voi premete il pulsante noi facciamo il resto” e la giovane società non era niente meno che la bene nota Kodak.

Nel 1889 la Eastman Kodak iniziò a commercializzare le pellicole su celluloide che, seppur molto evolute, ancora oggi vengono utilizzate dalle macchine meccaniche.

Una vera rivoluzione nel mondo della fotografia avvenne nel 1947 grazie al chimico Edwin Hebert Land, che invento una sistema per riuscire a far sviluppare la pellicola direttamente all’interno della macchina fotografica senza dover aspettare di passare dalla camera oscura: questa nuova tecnologia prende il nome di Polaroid.

La prima foto digitale fu realizzata nel 1975 da un prototipo di fotocamera digitale ideato da Steven Sasson nei laboratori Kodak e venne memorizzata su un nastro digitale con l’impressionate risoluzione di 0,01 Megapixel.

La prima reflex digitale professionale è stata nel 1991 la DSC-100 della Kodak, che non era altro che una rielaborazione della Nikon F3 con un sensore da 1,3 Megapixel; ma il progetto a nascere interamente in digitale è stata la Nikon D1 presentata a metà del 1999 montava un sensore da 2,7 Megapixel, aveva una velocità che arrivava a 4,5 fotogrammi al secondo e supportava tutte le ottiche Nikon per SLR a 35mm.

 

Nikon F3

Img. 3 – La Nikon F3 modificata per il Digitale

Con l’avvento dell’era digitale la camera oscura, che è sempre stata presente nella storia della fotografia, ha ceduto il posto alla post produzione digitale sul computer con l’ausilio di potenti programmi di photo editing.

 

 

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