Lezione 16 – Fotografia sportiva

2012-05-09
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Introduzione

La fotografia sportiva è uno dei campi specialistici più impegnativi per vari motivi: la rapidità dell’azione, la difficoltà di alcune condizioni di luce (che non possiamo modificare) e la necessità imperativa di rendere sempre l’idea dell’azione e del movimento, sono solo alcuni degli aspetti fondamentali di questa particolarissima branca della fotografia, che richiedono tecnica, colpo d’occhio, flessibilità ed adattamento ed un equipaggiamento adeguato, ma che può dare grandi soddisfazioni.

Attrezzatura

La fotografia sportiva è forse il settore che richiede l’attrezzatura più costosa in assoluto. Sarà necessario dotarsi di un corpo macchina performante, con buone prestazioni soprattutto in termini di sensibilità. E’ fortemente consigliato utilizzare fotocamere con sensore a pieno formato (“full frame”) in quanto risultano più luminose e permettono, a parità di condizioni, tempi di scatto inferiori, agevolando gli scatti con soggetti in rapido movimento, e comunque di lavorare con valori di sensibilità (ISO) elevati senza eccessivo “rumore”.
Anche la scelta degli obiettivi per la fotografia sportiva risulta non banale, ed i modelli adatti sono particolarmente costosi. Si ha infatti la necessità di focali lunghe (almeno 200mm) in quanto non è generalmente possibile avvicinarsi molto all’azione, e per consentire di cogliere anche i dettagli, a volte importantissimi. Nel contempo, però, è impossibile utilizzare i normali teleobiettivi “consumer” poiché, a causa della loro apertura insufficiente (specie utilizzando le focali più lunghe), non consentono di “congelare” l’azione, risultando addirittura inutilizzabili in interni od in notturna, quando i tempi di scatto si allungano inesorabilmente. Per sport come i motori, il calcio o l’atletica leggera è consigliabile acquistare teleobiettivi “lunghi” di tipo professionale (anche zoom) ad apertura ampia e costante (come il Nikon 200-400mm f/4G o il Canon 300mm f/2.8), o addirittura i “super tele” da 600mm ed oltre, che offrono prestazioni di rilievo, ma hanno tutti prezzi ben superiori ai 5000€. Gli sport indoor, come il basket, il tennis e la pallavolo, richiedono aperture ampie e sensori che non penalizzino la qualità dell’immagine ad elevata sensibilità, ma permettono l’acquisto di ottiche, sì professionali, ma più “corte,” (come il Nikon 70-200mm f/2.8 VRII o il Canon 70-200mm f/2.8 USM IS II), e dai prezzi più accessibili, che oscillano fra i 1500 ed i 2000€. Per la fotografia sportiva è fondamentale acquistare ottiche stabilizzate, ed utilizzare, laddove possibile, un treppiede, in quanto le focali lunghe risentono pesantemente delle vibrazioni.

Impostazioni Fotocamera

Nella fotografia sportiva, come in ogni situazione in cui i soggetti sono spesso in movimento, il parametro fondamentale è il tempo di scatto. Sarà pertanto necessario impostare la nostra fotocamera su “Priorità ai Tempi di Scatto,” impostando un valore sufficientemente breve (massimo 1/400s) tale da evitare immagini “mosse,” lasciando alla fotocamera la regolazione dell’apertura del diaframma.
Per le foto indoor, è preferibile evitare di lasciare l’impostazione della sensibilità (ISO) in modalità automatica, in quanto la fotocamera potrebbe innalzare tale valore eccessivamente, lasciando che il “rumore” (difetti dell’immagine ad elevata sensibilità) renda inutilizzabili i nostri scatti. In tale situazione, si procederà ad impostare l’ISO sul valore massimo possibile che permetta una buona qualità dell’immagine, facendo riferimento all’esperienza pregressa o scattando alcune foto di prova prima dell’inizio dell’evento, per valutare l’impatto del “rumore” stesso.

Tecniche speciali e consigli pratici

Una tecnica speciale che trova frequente applicazione nella fotografia sportiva (specie nelle corse) è il “panning” volta a rendere l’idea del dinamismo. Essenzialmente, si tratta di scattare una foto di un soggetto in rapido movimento in direzione ortogonale rispetto al nostro punto di osservazione, con un tempo di scatto più lungo, ed “accompagnando” il movimento del soggetto, in maniera tale da mantenere a fuoco il soggetto (ad esempio un’automobile o un atleta in corsa) rendendo intenzionalmente “mosso” lo sfondo, in maniera tale da evitare che l’immagine risulti statica e creando un effetto davvero “professionale.”
Una ulteriore tecnica che spesso permette di ottenere scatti di qualità è quella che prevede l’uso di una seconda fotocamera, con impostazioni analoghe a quella che utilizziamo, posizionata dalla parte opposta dell’impianto sportivo, azionabile mediante un telecomando a raggi infrarossi. Questo accorgimento, sebbene comporti lo scarto di molte immagini (non potendo inquadrare dal mirino) consente di ottenere delle foto in “contro-campo” talvolta apprezzabili, ed altrimenti impossibili da ottenere, essendo posizionati solamente in un punto dell’impianto.
Poiché spesso si lavora ad una certa distanza dall’azione, e le focali lunghe utilizzate hanno un angolo di visuale piuttosto ridotto, si consiglia di guardare attraverso il mirino solo al momento di scattare, ed utilizzare un apposito “field scope” per avere una visione d’insieme, per poi andare a “stringere” sul soggetto mediante l’ottica in uso, in modo da non perdere eventi interessanti.
Un consiglio che parrebbe a prima vista superfluo, è quello di limitarsi a fotografare solo sport che si conoscono a fondo, o di documentarsi preventivamente qualora ci si avvicini a sport nuovi. Solo conoscendo le dinamiche del gioco, i principali atleti ed altri aspetti tipici di ogni disciplina, il fotografo sarà in grado di anticipare i momenti decisivi e quelli maggiormente spettacolari, trovandosi nella posizione più adatta a cogliere i momenti “clou,” aumentando drasticamente la qualità dei propri scatti.

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