Lezione 37 – Giocando con gli stop il risultato non cambia

2012-09-06
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Nelle ultime lezioni abbiamo parlato molto spesso di stop o f/stop, ci siamo concentrati sull’esposizione (vedi Lezione 35) e sull’esposimetro (vedi Lezione 36), che ci consente di trovare l’esposizione più corretta per il nostro scatto. Ora vedremo come modificare i tempi di otturazione, l’apertura del diaframma e la sensibilità delle ISO (vedi Lezione 6) per ottenere quella versatilità che ci consentirà di scattare fantastiche foto in tutte le circostanze.

Per incominciare, facciamo un rapido riassunto: abbiamo visto che più si sale nella scala dei tempi di otturazione (1/125; 1/250; 1/500; ecc., più veloce sarà il nostro scatto (vedi Lezione 32 sull’ otturatore), di conseguenza il sensore della nostra fotocamera sarà esposto alla luce per un tempo che si dimezzerà ogni volta che saliremo di uno stop.

Spuma del mare
Img. 1 – Spuma del Mare

Un tempo di scatto breve, ad esempio 1/2500 di secondi, ci consente di “congelare” il nostro soggetto permettendoci di vedere dettagli che il nostro occhio non riesce a percepire, come per esempio le gocce della spuma del mare (Img. 1).

Tati in Spiaggia
Img. 2 – Tati in Spiaggia!

Più si abbassa il tempo di otturazione, maggiore sarà l’effetto del movimento nell’immagine; consideriamo come esempio l’Img. 2, con un tempo di scatto di 1/100 di secondo e la messa fuoco sugli occhi, è stato possibile immortalare l’effetto di rotolamento sulla sabbia mantenendo a fuoco il muso del cane ottenendo così una foto più dinamica.

A seguire, ricapitoliamo i punti focali sul diaframma. Anche per il diaframma esiste una scala valori che ci dice quanto sarà l’apertura o la chiusura del diaframma stesso.

Un diaframma più aperto, es. f/2.8 farà arrivare al sensore più luce rispetto a un diaframma più chiuso es. f/11 (vedi Lezzione 34 sul diaframma); va anche ricordato che ogni ottica ha un differente apertura massima, e nel caso dei tele obbiettivi è possibile che l’apertura si chiuda all’aumentare zoom o, più correttamente, all’accrescere della lunghezza focale (per maggiori informazioni sugli obbiettivi vedi la Lezione 8).

Coppie tempi diaframma

Img. 3 – Grafo coppie Tempi/Apertura

A questo punto basandoci su quanto indicato dall’esposimetro, unitamente alla nostra esperienza sull’utilizzo di quest’ultimo, iniziamo a regolare il tempo di scatto e l’apertura del diaframma per ottenere la corretta esposizione. Per rendere più chiaro il concetto esaminiamo il grafico di esempio posto qui sotto delle possibili accoppiate diaframma/tempi per mantenere la corretta esposizione.

Nell’esempio (img. 3) vediamo come, mantenendo lo stesso soggetto, l’esposizione rimane corretta  giocando con gli stop di apertura e i tempi; per fare ciò, quando diminuiamo di uno stop l’apertura del diaframma passando da f/2.8 a f/4, per mantenere la giusta esposizione saliremo di uno stop anche nei tempi di otturazione passando da 1/500 di secondo a 1/250 di secondo (N.B. in alcune reflex moderne i produttori permettono variazioni di frazioni di stop ma la logica da seguire rimane invariata).

Ma se la combinazione f/2.8 – 1/500 fornisce la stessa esposizione dell’accoppiata f16 – 1/15, che cosa cambia?

Innanzitutto va detto che non si ha sempre la possibilità di scegliere tra così tante combinazioni , e quindi capita più spesso di quanto si vorrebbe di dover scattare con una coppia diaframma/tempo che per poter realizzare la foto che abbiamo immaginato, non ci consente una corretta esposizione per tutta l’immagine.

Il primo fattore da valutare è sempre il soggetto, a seguire la quantità e la qualità della luce disponibili e infine, dobbiamo decidere quanto di ciò che inquadriamo deve risultare a fuoco, nitido e dettagliato.

Non avendo ancora affrontato la lezione sui piani focali, l’ultima parte la tralasciamo per concentrarci sui primi due punti; il soggetto è sempre il fulcro della foto, sia esso una persona, un animale, una cosa o un panorama, deve sempre emergere nello scatto.

Sul soggetto si può fare una differenza tra soggetti statici e soggetti in movimento, per “congelare” l’immagine di un soggetto in movimento necessiteremo di un tempo si scatto sufficientemente veloce da poterlo immobilizzare o quanto meno, consentirci di mantenere nitida una parte di esso. Se stiamo quindi ritraendo un soggetto in movimento, al massimo potremo scendere a un tempo di otturazione di 1/125 ma mai al di sotto, mentre per un soggetto statico potremo arrivare fino a 1/60 ma con tempi inferiori converrà munirsi di un treppiedi o trovare un solido appoggio su cui posizionare la fotocamera.

Una volta identificato il soggetto, dobbiamo analizzare accuratamente la luce a nostra disposizione; se ci troviamo in una condizione di scarsa luminosità per mantenere gli stessi rapporti diaframma/tempo saremo obbligati ad incrementare le ISO sulla nostra macchina fotografica.

 

IL CONSIGLIO:

Quando acquistiamo una nuova macchina fotografica, per non incorrere in future spiacevoli sorprese, cerchiamo un soggetto in una situazione di scarsa luminosità (le nostre città di notte, per esempio, offrono ottime possibilità di scelta), impostiamo come tempo di scatto 1/125 e il massimo dell’apertura offerta dal nostro obbiettivo; a questo punto facciamo uno scatto per ciascun valore di ISO selezionabile sulla nostra fotocamera digitale a partire da 400 ISO. Una volta scaricate le foto sul pc, potrete valutare l’aumentare del rumore al crescere delle ISO e in questo modo, saprete fino a quanto potrete spingervi con le ISO prima di avere un eccessivo degrado della qualità dell’immagine.

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