Lezione 34 – Il Diaframma…. Quando uno STOP ti salva lo scatto!

2012-09-03
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Il Diaframma (es. img. 1) è un componente fondamentale della macchina fotografica.

Img. 1 – Diaframma

La funzione del diaframma è equivalente a quella della pupilla nell’occhio, situato tra la lente e l’otturatore. Il diaframma è formato da un insieme di lamelle disposte circolarmente a formare un anello; queste possono muoversi in modo da allargare o rimpicciolire il foro al centro dell’anello; in questo modo, quando l’otturatore è aperto, a seconda dell’apertura del foro centrale del diaframma, potrà passare verso il sensore o la pellicola più o meno luce.

Come per la regolazione del tempo dell’otturatore, anche per il diaframma esiste una scala per indicarne il grado d’apertura, di cui riportiamo qui di seguito un esempio indicativo:

f/1 – f/1.4 – f/2 – f/2.8 – f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32 – f/45 – f/64

“Scala Aperture del Diaframma”

Analizzando la scala dei diaframmi, la prima particolarità è la f/ davanti al corrispettivo valore.

Il diaframma sulle reflex non è integrato nel corpo macchina ma nel barilotto dell’obbiettivo. Molti testi di fotografia quando parlano delle aperture del diaframma forniscono anche la spiegazione della formula matematica con cui viene calcolata; noi, per venire incontro a tutti i neofiti della fotografia, ci limiteremo a dire che la f di questa scala è legata alla focale della lente e che i valori f di apertura del diaframma sono il risultato di una divisione tra la lunghezza focale e l’apertura reale del diaframma.

La cosa più importante da avere bene chiara è come leggere questa scala. Se avete letto la lezione che riguarda l’otturatore, sapete che la scala dei tempi si legge da sinistra verso destra e colloca i valori di tempo di scatto più lunghi sulla sinistra e quelli più brevi sulla destra. Similarmente anche la scala delle aperture del diaframma va letta da sinistra verso destra,  dove i valori più a sinistra indicano l’apertura del foro centrale del diaframma più ampia possibile (es. f/1, f/1.4, f/2.8), mentre sulla destra determinano un’apertura del foro centrale più stretta (es. f/32, f/45, f/64).

Quando si parla di diaframma chiuso si fa riferimento un valore f grande più sulla destra della nostra scala, mentre quando si parla di diaframma aperto avremo un valore f piccolo che tenderà alla parte sinistra della scala.

Img. 2 – Es. Scala delle aperture del Diaframma

Anche qui, come per la scala dei tempi dell’otturatore, quando si sale o si scende di un valore si ha uno spostamento di uno stop; essendo una regolazione del diaframma, su alcuni testi tecnici si parla di f/stop.

Come accennato precedentemente, il diaframma fa parte dell’obbiettivo.

Quando si acquista un obbiettivo viene riportata l’apertura massima (la f/ più piccola) dell’obbiettivo. Per esempio quasi tutte le reflex digitali di fascia medio bassa vengono vendute in kit con una lente zoom “18-55mm f/3.5-5.6” in cui se l’obbiettivo è impostato a 18mm la sua massima apertura arriverà a f/3.5, mentre quando zoomiamo a 55mm non si potrà scendere sotto f/5.6. Esistono anche ottiche zoom che hanno la stessa apertura su tutti i piani, per esempio il 24-70mm f/2.8.

Quando si sceglie un nuovo obbiettivo, il parametro dell’apertura è fondamentale; ad esempio una lente con apertura f/2.8 ci permetterà di scattare in condizioni di scarsa luminosità dove una lente f/5.6 risulterebbe troppo buia. Risulta ovvio che più un obbiettivo è luminoso più il costo tenderà a salire.

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Commenti

  1. scritto da Massimiliano il 01/01/2014

    Grazie, sto imparando molte cose interessanti e utili per comprare la mia prima reflex

  2. scritto da Fabio Raiteri il 02/01/2014

    Grazie a te Massimiliano, continua a seguirci e se hai domande non esitare a farle…

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