Il fotografo di matrimonio, che senso ha?

2016-04-01
ballo sposi fotografo matrimonio Andrea Bagnasco
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Andrea Bagnasco è un fotografo di matrimonio specializzato in reportage con sede a Varazze, Sv. E’ Image Master per DxO Image Science, Fotografo Selezionato ANFM (Ass.ne Naz.le Fotografi Matrimonialisti), membro di ISPWP (International Society of Professional Wedding Photographers) e membro di Fearless Photographers.

sito web: www.andreabagnasco.it

Per quanto possa essere considerato di parte, voglio aprire la mia collaborazione con diventarefotografo.com ponendo una domanda un po’ provocatoria: “che senso ha, oggi, il fotografo di matrimonio”?

Nell’epoca degli smartphone, dove tutti – ma proprio tutti – siamo fotografi, nell’epoca di Facebook e Instagram, dove non si fa in tempo a finire la giornata che le foto degli sposi, quelle per le quali una volta si attendeva settimane e con ansia  il fotografo ‘ufficiale’, escono e fanno il giro del mondo due volte. In quest’epoca, che senso ha un fotografo di matrimonio?

Se si tratta di attestare l’avvenuto matrimonio, se guardiamo esclusivamente alla funzione sociale delle foto nel senso più schietto del termine, le fotine degli invitati vanno benissimo.  Attestano in tempo reale l’evento, lo rendono pubblico, lo estendono oltre la cerchia dei partecipanti, raccolgono gli auguri vicini e lontani con un semplice ‘mi piace’. Rendono l’evento globale, nel suo piccolo o grande che sia.

In questo contesto, che spazio resta al fotografo di matrimonio?

Se pensiamo a un certo tipo di fotografie che conosciamo tutti, quelle colme di cliché,  pre formattate e pre cotte, tutte uguali ‘basta cambiare le facce dei protagonisti’, le fotografie che tutti speriamo di schivare al primo invito a cena dai neo sposi, ecco se pensiamo a questo tipo di foto allora a mio avviso al fotografo di matrimonio resta poco spazio. Quasi niente. E quel poco spazio, per giunta, è anche molto poco valorizzato. Si tratta del mercato dove i clienti comprano ‘a peso’: hanno poche aspettative e per loro il fotografo è uno dei tanti fornitori. Compro le bomboniere, i centri tavola, le foto, ecc. ecc. Più di tanto non mi interesso, mi importa soprattutto di spendere poco.

Se alla fotografia di matrimonio si riconosce solamente il puro ruolo sociale, se le foto di matrimonio sono semplici attestati di un avvenuto rito, se sono una consuetudine, una tradizione, se si fanno per conformismo allora il fotografo di matrimonio ha le ore contate, è in via di estinzione come il tapiro del Brasile o l’elefante asiatico.

Chi salverà allora il fotografo di matrimonio? Perché messa così, non gli si para davanti un futuro granché roseo…

Alla fine, io penso che saranno gli sposi stessi a salvare il fotografo di matrimonio. Gli sposi che troveranno nelle foto del proprio matrimonio un valore importante, imprescindibile. Un valore che va oltre l’appagamento immediato delle foto sui social network. Un valore che richiede una qualità innata dell’immagine (e quindi delle capacità professionali), ma non solo.

Il valore imprescindibile che le foto di un matrimonio rappresentano per gli sposi è quello del ricordo emozionale. La fotografia ha un potere evocativo unico e la capacità di trasmettere le emozioni dei soggetti (e del fotografo) a chi la guarda.

Le fotografie di un matrimonio, quelle che fermano i momenti reali della giornata, quelle che raccontano la storia vera dei protagonisti, rappresentano per gli sposi l’opportunità di avere una porta attraverso cui accedere alle loro emozioni di quel giorno, per sempre. La possibilità di rivivere gli attimi, le sfumature, i batticuore che hanno caratterizzato il loro matrimonio, che ne hanno segnato la memoria e che solamente alla memoria sarebbero affidati, se non avessero avuto per loro, quel giorno, un valido fotografo di matrimonio. Un fotografo in grado di cogliere le emozioni nell’attimo in cui accadono, di vestirle a festa con gusto estetico e tecnica raffinata, e di consegnarle ai propri clienti e alle loro famiglie quali tesori da custodire.

Date retta a me: saranno gli sposi a salvare i fotografi di matrimonio, che però dovranno saper salvare sé stessi. Salvarsi dalla consuetudine, dall’appiattimento del gusto, dalle mode passeggere, dalle scorciatoie facili. Dovranno saper produrre valore tangibile e duraturo per i propri clienti. Dovranno coltivare la propria arte e metterla al servizio degli sposi, essendo nel giorno del matrimonio i loro occhi ma anche, per certi versi, il loro cuore.

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Commenti

  1. scritto da AndB il 06/05/2016

    Bellissimo articolo, complimenti!
    La frase “saranno gli sposi a salvare i fotografi di matrimonio, che però dovranno saper salvare sé stessi” è una chicca!
    Complimenti Andrea Bagnasco e complimenti per le davvero emozionanti foto che hai inserito in questo articolo!

  2. scritto da Andrea Bagnasco il 27/01/2017

    ciao, grazie per il commento e scusa il ritardo della risposta! meglio tardi che mai 🙂

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