Lezione 38 – Il Piano Focale… Che cos’è e come si gestisce!

2012-09-12
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Nella precedente Lezione 37 su come giocare con gli stop per una corretta esposizione a seconda del soggetto e della situazione che stiamo riprendendo, abbiamo indicato come uno degli elementi fondamentali nella creazione del nostro scatto il piano focale.

Molti testi trattano quest’argomento prima di spiegare come esporre correttamente la foto perché quest’ultima può venire influenzata a seconda della resa artistica che il fotografo vuole ottenere.

Cerchiamo di fare chiarezza, per prima cosa riprendiamo un pezzo della Lezione 8 sugli obbiettivi:

La lunghezza focale (espressa in millimetri) è la distanza che intercorre fra il centro ottico dell’obiettivo ed il piano su cui giace il sensore. La distanza focale influenza direttamente l’angolo di campo (misurato in gradi) che sarà il nostro angolo di visuale guardando nel mirino della fotocamera. …. Gli obiettivi zoom si differenziano da quelli a focale fissa poiché permettono di variare la distanza focale nell’ambito di un certo intervallo. Così ad i valori fondamentali di uno zoom potrebbero essere: 70-300mm f/4.5-5.6, il che significa che potremo selezionare una distanza focale a nostra scelta dai 70 ai 300mm.”

Da questo paragrafo emerge che ogni obbiettivo possiede una o più lunghezze focali; quindi se montiamo un ottica fissa, per esempio un 50mm, avremo una distanza tra la lente e il sensore di 50mm mentre sugli obbiettivi zoom, come nel nostro esempio il 70-300, sono “presenti” fino a 230 possibili valori di distanza focale.

Una volta chiarito che cosa è la lunghezza focale, possiamo iniziare a parlare di “Profondità di Campo” o come si legge molto spesso abbreviata “PdC”.

La PdC è uno spazio situato davanti all’obbiettivo che racchiude un’ area tra il soggetto e l’obbiettivo e uno spazio tra il soggetto e l’infinito. Tutto ciò che viene racchiuso in questo spazio risulterà nitido e a fuoco, ciò che si trova al di fuori, si davanti che dietro, verrà sfocato (es. img. 1).

Img. 1 – Profondità di Campo

Ma quanto è ampia la PdC?

Questo valore varia sulla base di tre fattori fondamentali, la lunghezza focale presente sull’obbiettivo, la distanza del soggetto e l’apertura del diaframma settata sulla macchina fotografica. La lunghezza focale è fondamentale perché più si allunga più piccolo risulterà l’angolo del nostro campo visivo (es. img. 2).


Img. 2 – Angolo di visuale per le differenti lunghezze focali

Per spiegare meglio il concetto ci avvalliamo di due immagini (img. 3 e img. 4) per non offrire il solito esempio di confronto tra ottiche molto costose con apertura f/2.8 si è scelto di  montare un più diffuso 28-135mm f/3.5-5.6, impostando come apertura del diaframma f/5.6 in modo da poterla mantenere per entrambe le lunghezze focali (28mm e 135mm); dopo aver scelto il punto di ripresa per il nostro soggetto, abbiamo prodotto i due scatti.

Nella seconda foto, ripresa con la massima focale, solo la parte del soggetto in primo piano risulta ben a fuoco mentre tutto ciò che si trova dietro o davanti risulta completamente sfocato e indistinguibile. Nella prima foto, invece, avendo una focale quasi cinque volte più corta, avremo una PdC più ampia che ci consente di avere a fuco sia gli elementi presenti davanti al soggetto, sia la possibilità di mantenere uno sfondo ancora percepibile.

Questa differenza di ampiezza di PdC tra focali lunghe e focali corte ha fatto si che nascesse l’errata convinzione che i teleobbiettivi posseggano una PdC inferiore agli obbiettivi grandangolari. In realtà la profondità diminuisce avvicinandosi al soggetto; se in fase di scatto della seconda foto, anziché rimanere fermi nello stesso punto da cui è stato effettuato il primo scatto, ci fossimo potuti allontanare a sufficienza per poter riempire l’inquadratura per ottenere la stessa immagine della prima foto, la PdC risulterebbe uguale.

Img. 3 – Ripresa con Focale 28mm

Img. 4 – Ripresa con Focale 135mm

L’ultimo valore che entra in gioco per definire la PdC è l’apertura del diaframma; con un’apertura chiusa (es. f/20 o f/22) si otterrà una più larga profondità di campo che con un’apertura più ampia (es. f/2.8 o f/3.5). Quando si regola la profondità di campo variando l’apertura del diaframma bisogna prestare molta attenzione perché l’immagine che vediamo nel mirino mentre componiamo l’inquadratura, viene effettuata con l’apertura di diaframma più ampia possibile.

Per ricapitolare, per poter essere sempre “padroni del risultato” non bisogna mai scordarsi della PdC. Se vogliamo ottenere foto di soggetti in primo piano ben nitidi con un bello sfondo sfocato, per prima cosa bisogna impostare un’ampia apertura del diaframma e avvicinarsi il più possibile, o con l’ausilio di uno zoom che ci consente di mantenere una certa distanza fisica o accostandoci noi stessi fisicamente al soggetto.

Nel caso in cui vogliamo ottenere una più ampia PdC, dovremo impostare un’ apertura di diaframma più stretta e cercare di mantenere una certa distanza dal soggetto.

Prima di proseguire con le prossime lezioni, vi suggerisco di soffermarvi a fare parecchi esperimenti con la vostra fotocamera per acquisire meglio i concetti di base dell’utilizzo della profondità di campo, in modo da non rischiare di trovarvi con delle belle foto con la giusta esposizione e una magnifica composizione ma senza tutto il soggetto nitido come avreste voluto.

IL CONSIGLIO:

Nelle reflex più evolute è stato introdotto un pulsante che consente di far chiudere il diaframma al valore impostato o, in assenza dell’apposito pulsante, si può sfruttare la più diffusa modalità live-view che ci offre sul display presente sul dorso della fotocamere un’anteprima più realistica sia dell’esposizione che della profondità di campo.

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Commenti

  1. scritto da loredana il 09/08/2014

    Ciao Matteo, grazie per le tue spiegazioni semplici e chiare. Amo da sempre la fotografia ma da qui a dire che ne capivo tutti i meccanismi ne passa……Ho frequentato un corso base e con il vostro aiuto mi sento più sicura. Mi avvalgo anche di qualche testo (scolastico). Tu potresti suggerirmene qualcuno? Grazie
    Loredana

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