Lezione 36 – L’Esposimetro, a incidenza o a luce riflessa, l’importante è dominarlo!

2012-09-05
Esposimetro
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Abbiamo visto nella precedente lezione, che l’esposizione è fondamentale per la buona riuscita di una foto; la giusta esposizione la si può ottenere regolando tempo di otturazione, apertura del diaframma e velocità ISO.

Abbiamo anche studiato come intuire la corretta esposizione sulla base dell’istogramma ottenuto dopo lo scatto e a questo punto, con un po’ di pazienza e vari tentativi, potremmo arrivare ad ottenere un ottima foto ma… Se il soggetto che vogliamo catturare ci consente una sola possibilità?

L’analisi dell’istogramma è una tecnica eccellente ma quasi sicuramente ci vorranno almeno un paio di scatti; in origine il fotografo doveva studiare la situazione e decidere come settare la propria macchina sulla base della propria esperienza. Ecco quindi che la tecnologia viene in soccorso del fotografo che inventa l’esposimetro.

Esistono due tipologie di esposimetri:

  • Esposimetro a incidenza
  • Esposimetro a luce riflessa o TTL (Through The Lens, che tradotto vuol dire “attraverso la lente”)

La prima tipologia, l’esposimetro a incidenza presuppone sempre l’utilizzo di uno strumento esterno alla fotocamera che, una volta situato tra il soggetto e l’obbiettivo della fotocamere, ci fornirà il quantitativo di luce esatto che illumina il nostro soggetto.

La seconda tipologia, indubbiamente più diffusa, viene adottata da tutte le moderne macchine fotografiche e misura la luce che viene riflessa dal soggetto e attraversa la lente per arrivare sullo specchio o sul sensore della nostra fotocamera.

Ogni metodo di misurazione ha i suoi pro e i suoi contro; sull’esposimetro a incidenza possiamo dire che è senz’altro il sistema più affidabile perché fornisce una lettura scientifica della luce, ma non tutti posseggono un esposimetro esterno e anche chi ne è in possesso non sempre ha il tempo di utilizzarlo. Ecco perché l’esposimetro a luce riflessa integrato, se ben usato, si può rivelare un’arma vincente.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’esposimetro integrato nella vostra reflex.

Gli esposimetri TTL possono essere facilmente tratti in inganno; per questa ragione,  sono state studiate differenti modalità che consentono differenti comportamenti del nostro esposimetro:

  • Valutativa o multizona: l’esposimetro suddivide il sensore in differenti aree, calcola la luce riflessa di ciascuna zona ed effettua una media.
  • Media a prevalenza centrale: a differenza della modalità valutativa in cui ciascuna zona è fissa ed indipendente, in questa modalità la media viene fatta dando maggiore importanza all’area centrale rispetto alle aree periferiche.
  • Semispot o parziale: con questa modalità di lettura l’esposimetro considera una superfice di circa il 15% presa al centro dell’inquadratura.
  • Spot: come la modalità semi spot viene valutata solo un’area centrale che si riduce a circa il 3%.

Misurazioni Esposimetro

Per chi muove i primi passi nel mondo della fotografia, la scelta tra le differenti modalità d’esposizione dell’esposimetro TTL (vi consiglio a tal proposito di leggere il vostro manuale d’istruzioni per sapere quali modalità sono disponibili sulla vostra fotocamera) può risultare molto più complicato del previsto. Per cercare di facilitarvi la scelta, vi dirò che solo la pratica unita a una certa metodicità di lavoro potrà sciogliere i vostri dubbi.

Visualizzazione Esposimetro Interno

Non esiste una modalità migliore di un’altra ma ciascuna ha comportamenti differenti, pertanto il mio consiglio è di sperimentare ciascuna impostazione in differenti situazioni sia di luci forti con forti contrasti che di luci tenui con contorni soffusi. Una volta scelta la modalità che per voi è più congeniale e che reputate vi dia l’esposizione più attendibile, allenatevi ad utilizzarla al meglio in tutte le situazioni e con la pratica vi aiuterà a trovare sempre le impostazioni.

Personalmente ho scelto la modalità spot: questa soluzione consente di leggere la luce riflessa dalle differenti parti che compongono lo scatto semplicemente spostando il punto di fuoco centrale, a cui corrisponde la zona di misurazione, sull’area dell’inquadratura che si vuole leggere. In questo modo è più facile decidere la corretta esposizione per il soggetto della foto e se è possibile esporre correttamente anche il contesto che lo circonda.

Il contro, se si misura una zona molto scura o molto chiara e non si controlla anche il resto, ci si ritrova facilmente con scatti sovra e sotto esposti da cercare di recuperare in post- produzione.

La modalità valutativa funziona molto bene in quasi tutte le situazioni in cui ci sono forti contrasti di luce ma viene tratta facilmente in inganno se il nostro soggetto non riempie buona parte dell’inquadratura e lo sfondo risulta particolarmente scuro o particolarmente chiaro, in ambedue i casi l’esposimetro cercherà di esporre correttamente lo sfondo anziché il soggetto, finendo col farci ritrovare meravigliosi sfondi ma soggetti o sottoesposti o sovraesposti.

La misurazione media va benissimo quando il soggetto è al centro dell’inquadratura ma l’esposimetro potrebbe  sbagliare quando il soggetto si trova su un lato dell’inquadratura.

Infine la modalità semispot nasce perchè non tutte le fotocamere dispongono della modalità spot; la misurazione parziale può essere molto vantaggiosa nei casi di controluce: con questo sistema l’esposimetro permette di effettuare la lettura del solo soggetto inquadrandolo al centro, successivamente, una volta impostata la corretta esposizione, si può anche scegliere di ricomporre l’inquadratura continuando ad avere il soggetto correttamente esposto. La modalità semispot insieme a quella spot, sono senza dubbio i sistemi di misurazione che richiedono più pratica e ancora oggi  le più utilizzate dai professionisti in assenza di esposimetri a incidenza.

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