Lezione 23 – La fotografia notturna

2012-05-30
Bonifacio Night 1
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La fotografia notturna, se vengono rispettate alcune linee guida, può essere facile; è infatti possibile realizzare, con l’ausilio di strumentazioni di base, scatti di qualità ed effetti semplici, ma efficaci. L’attimo più favorevole per scattare di notte non è il buio totale, bensì il tardo tramonto e il crepuscolo. In questi casi si ha il vantaggio di avere meno zone di nero nella foto, un contrasto minore e una maggiore esaltazione del colore.

Ciò, naturalmente, non è una regola fissa: vi sono infatti determinate tecniche che danno maggior risalto alle foto scattate in situazioni di buio totale.

 

Esposizione

Sulle fotocamere reflex, ma anche sulle compatte più evolute, esistono degli strumenti di esposizione che facilitano la fotografia notturna. Per via della mancanza di luce, la foto richiede una più lunga esposizione; la stragrande maggioranza delle macchine fotografiche digitali ha tempi di esposizione che raggiungono i 30 secondi. Vediamo ora come funziona “l’esposizione temporizzata”: è necessario, in primis, porre la manopola dell’otturatore sul bulbo, indicato con la terra “B”; quindi bisognerà tenere premuto il pulsante di scatto e, contemporaneamente, resterà aperto l’otturatore, che si chiuderà non appena verrà rilasciato il pulsante stesso. E’ necessario fare esercizio, perchè l’errore che commettono i principianti è quello di rilasciare il pulsante dello scatto subito dopo aver fatto la foto. Esiste anche l’impostazione temporizzata.

In questo modo il pulsante dello scatto si preme e si rilascia, per aprire l’otturatore, una volta sola ed un’altra per richiuderlo. Tale tecnica è più vantaggiosa rispetto all’esposizione temporizzata, in quanto vi è un rischio minore di vibrazioni e le mani del fotografo rimangono libere. Purtroppo sono ancora poche le fotocamere con questo tipo di impostazione. Normalmente sono necessari più Iso per la fotografia notturna, ma non sempre questo è vero: impostazioni da 100 a 400 Iso possono essere adottate con esposizioni più lunghe, ma, in tal caso, è indispensabile l’uso del treppiede. Alcune fotocamere digitali hanno la modalità di ripresa notturna, un’impostazione che permette al fotografo di scattare foto all’aperto in assenza di luce.

Quasi sempre si attiva il flash in automatico al fine di illuminare il soggetto; a questo punto, il prolungato tempo di posa catturerà la luce dello sfondo. In alcuni apparecchi fotografici il flash può essere spento e l’esposizione regolata mediante compensazione e sovraesposta per ottenere una qualità migliore degli scatti. Che si decida per un’esposizione manuale o automatica, si consiglia sempre di usare un cavalletto, onde evitare vibrazioni o effetto mosso.

 

Uso del Flash

Di notte il flash incorporato è poco potente e veloce, in quanto non esistono superfici che ne rimbalzino la luce. Il flash dà luce agli oggetti e agli ambienti vicini all’apparecchio fotografico, ma per le scene lontane serve a poco. Per tale motivo è necessario utilizzare un flash esterno. Se vogliamo fotografare un castello di notte, ad esempio, innanzitutto dobbiamo porre la macchina sul treppiede, impostare l’otturatore su B e l’apertura su f 5.6., collegare un cavo per lo scatto remoto e utilizzare due o tre lampi del flash esterno per dare luce alla scena. Sono necessari circa 40 secondi per l’esposizione. Possiamo anche adoperare la tecnica dell’esposizione multipla: si tratta di un tempo di posa della fotocamera e dell’autoscatto; quest’ultimo permette al fotografo di avere il tempo di posizionarsi per utilizzare il flash esterno.

Quando viene aperto l’otturatore, il pulsante di test permetterà al fotografo di attivare il flash. Un altro modo di usare lampi multipli è quello di adottare un’eposizione di 30 secondi. Si attiva il timer e ci si posiziona per il primo flash, poi ci si riposiziona per la seconda e per la terza fase. L’inconveniente di questa tecnica è che spesso i flash non hanno tempi veloci di ricarica.

 

Illuminazione artificiale

Abbiamo parlato del tramonto e del crepuscolo, luci naturali. Ma la maggior parte della luce usata per la tecnica fotografica della notte è artificiale, con i suoi colori ed effetti variegati. Tale tecnica, su una fotocamera digitale, può essere gestita utilizzando il tasto del bilanciamento del bianco, con effetti al tungsteno e contrasti di colore personalizzati. Se si preferisce l’uso di fotocamere tradizionali a pellicola, lo stesso effetto può essere prodotto mediante utilizzo di filtri colorati.

 

Luce proiettata nella scena

Può accadere, a volte, durante gli scatti, che le luci dei lampioni possano provocare problemi di esposizione e forti contrasti tra l’oggetto della foto, ad esempio, una persona e l’illuminazione di una lampada. In casi del genere è assolutamente necessario ignorare ogni illuminazione che appare nell’inquadratura ed esporre soltanto considerando la luce riflessa. Per ottenere ciò si adottano tempi di esposizione bassi, inferiori agli 8 secondi,e un f11, valori che ci permettono di esaltare la luce riflessa su un particolare dell’oggetto di scatto. In tal modo, otteniamo dei risultati accettabili, anche se la luce artificiale risulterà sempre un pochino sovraesposta.

 

Il movimento nella fotografia notturna

In situazione di luce precaria, se si vogliono immortalare soggetti in movimento, questi non compariranno nell’immagine. Ad esempio, se adottiamo lunghi tempi di posa, i fari delle automobili in movimento ci appariranno come striature. Per ottenere ciò, si consiglia di utilizzare un f16 e un tempo di esposizione di 30 secondi.

 

Il “light painting”

Tale effetto ci permette il “disegno con la luce”. Sistemiamo la fotocamera in una stanza buia, su un treppiede ed impostiamola su tempi lunghi e autoscatto; poniamoci davanti ad essa, accendiamo una torcia e disegnamo scritte o forme con la luce.
Fotografia del cielo

L’argomento è ampio e richiederebbe lunghi capitoli, motivo per cui ci atteniamo all’essenziale. Per immortalare la luna, è necessario utilizzare, come minimo, un 300 mm, tenere chiuso il diaframma ed adottare un tempo di scatto velocissimo, equivalente a 1/500 di secondo. Per fotografare le stelle, sempre con un 300 mm, dovremo invece non superare i 2 secondi, oltre i quali otteremo l’effetto delle stelle mosse.

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