Lezione 40 – La Messa a Fuoco

2012-09-17
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Nella precedente Lezione 38 del corso di fotografia si è parlato di piano focale e profondità di campo (PdC) e abbiamo visto che tutto quello che è racchiuso all’interno di quest’area risulta nitido, mentre ciò che si trova al di fuori viene gradualmente sempre più sfocato.

Con la messa a fuoco il fotografo decide come muovere l’area della PdC al fine di determinare quali parti della foto risultino nitide e a fuoco e quali sfocate.

Una volta montata l’ottica più adeguata, impostata la corretta lunghezza focale per riempire l’inquadratura, regolata l’apertura del diaframma e determinato il tempo di scatto per ottenere la giusta esposizione, per definire l’ampiezza dell’area della PdC non ci resta che definire la messa a fuoco.

Per questa fase possiamo scegliere se affidarci completamente al sensore di autofocus della nostra macchina fotografica lasciando il selettore su obbiettivo AF (Auto Focus), oppure se effettuare una regolazione completamente manuale spostando la selezione su MF (Manual Foscus).

Punti di messa a fuoco
Img. 1 – Punti di Messa a Fuoco

Prima di affrontare le differenze tra le due possibilità apriamo una parentesi sui Punti di Messa a Fuoco (es. img. 1). Questi punti sono visibili nel mirino della macchina fotografica e si accendono quando l’area di quel punto viene considerata a fuoco.

Se scegliamo di utilizzare il modo AF, tutte le reflex digitali offrono la possibilità di decidere se demandare completamente al sensore la scelta di quali punti utilizzare per la messa a fuoco (es. img .2) oppure, tramite l’apposito comando, consentire al fotografo di scegliere un solo di questi punti (es. img. 3).; su alcuni modelli si possono anche scegliere delle aree formate da gruppi di punti vicini tra loro (es. img. 4).

Selezione Punti AF Automatica

Img. 2 – Selezione Punti AF Automatica

Selezione AF punto singolo

Img. 3 – Selezione AF punto singolo

Selezione gruppo di punti AF

Img. 4 – Selezione gruppo di punti AF

 

Il sensore di autofocus funziona con complessi calcoli basati sulle differenti aree di contrasto dell’inquadratura. Può essere quindi tratto in inganno e la possibilità di impostare solo uno o più punti di messa a fuoco garantisce al fotografo la certezza di non sbagliare la messa a fuoco del soggetto.

Sulle nostre fotocamere digitali ci sono inoltre altre due/tre modalità che ci possono aiutare con l’operazione messa a fuoco:

  • One Shot o AF-S: una volta effettuata la messa a fuoco non cambia fino al rilascio del pulsante di scatto, ideale per tutti i soggetti statici e i panorami.
  • AI Servo o AF-C: una volta effettuato la messa a fuoco sul soggetto (solitamente utilizzando il punto di messa a fuoco centrale) il sensore continuerà a regolare la messa fuoco seguendone gli spostamenti.
  • AI Focus o AF-A: il sensore il sensore inizialmente si comporta come se fosse in modalità one shot ma a seconda del movimento del soggetto passa automaticamente alla modalità AI Servo. AI Focus non è disponibile su tutte le fotocamere; personalmente non ho mai avuto buone esperienze con questa modalità perché troppo spesso risulta più lenta delle due precedenti.

Nella quasi totalità dei casi, con l’ausilio della possibilità di scelta del punto di messa a fuoco e l’utilizzo della corretta modalità si riesce a ottenere un ottimo risultato. Esistono però situazioni in cui conviene passare dalla modalità AF alla modalità MF.

Il primo problema che si riscontra quando si passa alla modalità manuale è che, ad eccezione delle teste di serie, quasi tutte le fotocamere moderne vengono dotate di mirini decisamente bui; questa caratteristica rende molto più complicato riuscire a capire quando il soggetto è realmente a fuoco, soprattutto se è inglobato in un contesto più ampio e non riempie completamente l’inquadratura.

Imparare a mettere a fuoco correttamente nella modalità manuale è per lo più un fattore di pratica ed esperienza sul campo.

Le condizioni che mettono a dura prova la messa a fuoco automatica e che ci consigliano di passare alla modalità MF per non perderci lo scatto sono:

  • foto con poca luce;
  • foto di soggetti in movimento a più di 50km;
  • foto di precisione come la macrofotografia;
  • foto attraverso reti e grate;
  • foto di ampi panorami.

Non dobbiamo mai dimenticarci che il sistema AF sfrutta le differenze di contrasto per effettuare l’operazione messa a fuoco. Quando la luce si attenua, ci troviamo in una situazione di scarso contrasto e l’autofocus risulterà molto più lento o addirittura incapace di ottenere la corretta messa a fuoco.

Quando si ci trova in queste condizioni (i lunghi tempi di scatto per una buona esposizione ci obbligano all’utilizzo del cavalletto), il modo migliore per poter effettuare un messa a fuoco manuale è ricorrere al trucco della modalità liveview. Questo tipo di visualizzazione ci consente di ricorrere allo zoom digitale per ingrandire l’immagine fino a dieci volte e, una volta effettuato l’ingrandimento sfruttando il joypad o gli appositi pulsanti, spostiamo l’area zoomata fino a trovare un dettaglio sufficientemente illuminato da consentirci di distinguerne i contorni. Posizioniamo il selettore dell’obbiettivo su MF e ruotiamo la ghiera della messa a fuoco per rendere il più nitida possibile l’immagine del dettaglio inquadrato; una volta effettuata la corretta messa fuoco  disabilitiamo la modalità di scatto  liveview e, rimanendo in MF, procediamo con gli altri settaggi di tempo, apertura e ISO.

L’unica circostanza in cui questo trucco non può essere utilizzato è quando vogliamo fotografare un soggetto in movimento a più di 50km orari: in questo caso infatti l’autofocus impostato su AI Servo non riuscirà a seguire il soggetto abbastanza rapidamente (l’esempio classico sono le auto sportive); l’unico modo per ottenere uno scatto nitido è mettere a fuoco un punto in cui probabilmente transiterà il nostro soggetto (riprendendo l’esempio, nel caso dell’auto sportiva probabilmente il centro della strada). Occorre inserire la modalità MF per disabilitare il sensore dell’autofocus e rendere più reattiva la nostra fotocamera in fase di scatto, impostare un tempo di scatto sufficientemente veloce da consentire di catturare il soggetto, e per non incorrere a parti del soggetto sfocate poste al di fuori dell’area della profondità di campo (Lezione 38 del nostro corso di fotografia). Se possibile, sarà opportuno utilizzare un’apertura di diaframma intermedia (es f/6), sempre ovviamente che non si desideri un effetto differente.

IL CONSIGLIO

Quando utilizzate la modalità Liveview con poca luce, aumentate il più possibile il tempo di scatto in modo da avere una visione più chiara, effettuate la corretta messa a fuoco e poi regolate l’esposizione in un secondo momento.

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