La realtà dietro l’immagine

2012-08-28
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L’immagine ovvero la capacità di trasporre in modo visivo la realtà che ci circonda e poterla tramandare nel tempo è sempre stata, fin dagli albori dell’umanità, l’obiettivo che l’uomo ha cercato in molteplici modi di raggiungere.

Per chi sceglie di voler approcciarsi alla fotografia è fondamentale che, prima di iniziare a studiare complesse tecniche di esposizione o di composizione come la regole dei terzi o i parametri di configurazione di questa o di quella macchina fotografica, si soffermi a capire a fondo il significato della foto.

La fotografia è stata ed è una delle migliori tecniche per racchiudere un momento della vita reale in un’immagine.

Per quanto possa sembrare strano a un neofita del mondo della fotografia, il segreto per ottenere l’immagine migliore prescinde dallo strumento che si adotterà per immortalare l’attimo, ma si lega indissolubilmente alla pazienza e alla cura che il fotografo ha destinato allo studio del soggetto, della luce, dei colori e delle linee che vorrà catturare nel suo scatto. Molto spesso, per esempio, si commette  l’errore di concentrare tutta l’attenzione solo sul soggetto principale dello scatto e si smette di percepire tutto ciò che lo circonda; il nostro soggetto rischia quindi di trovarsi all’interno di un’immagine con uno sfondo ricco di tanti altri particolari non voluti o non necessari che contrastano e confondono l’immagine che avevamo immaginato guardando attraverso il mirino della nostra macchina fotografica.

Img. 1

Img. 2

La post produzione digitale ci può venire in aiuto per cercare di sistemare questi difetti, ma troppo spesso ci troviamo a vedere foto con troppi dettagli che distraggono e non si riesce a trasmettere lo stato emotivo che il fotografo sentiva nel momento dello scatto.

Per esempio se guardiamo la prima immagine (Img. 1), i soggetti sono chiaramente i due fenicotteri rosa in primo piano ma sullo sfondo si possono notare altri tre fenicotteri, di cui uno (quello in alto) tagliato, che distolgono l’attenzione di chi guarda la foto. Nella seconda immagine (Img. 2), ritroviamo sempre i nostri due fenicotteri ma questa volta ripresi in modo che riempano quasi completamente l’inquadratura; sfocando al massimo lo sfondo, si conferisce loro maggiore risalto.

Un’immagine perché sia d’effetto deve riuscire a suscitare delle emozioni in chi le guarda; come in un dialogo bisogna scegliere le giuste parole per esprimere al meglio il concetto che si espone, il contenuto di un’ immagine deve essere studiato per poter tramettere le emozioni di chi ha creato l’immagine a chi la guarda.

Img. 3 – Foto Artistica

Un altro tipo d’immagine molto amata dagli “artisti” della fotografia, e in cui sono sicuro vi sarà già capitato d’imbattervi, contiene più che soggetti un insieme di linee o forme geometriche oppure assenza di contorni ben definiti ma forti contrasti di colori. Questo genere di immagini è molto più complicato di quanto possa sembrare perché chi le realizza subisce il fascino di questi accostamenti e studia con molta cura l’inquadratura per catturare uno scatto che una volta sviluppato non avrà lo scopo di cercare di trasmettere il messaggio emotivo del fotografo, ma dovrà colpire chi lo guarda lasciando a ciascuno l’interpretazione soggettiva. Nonostante la semplicità di queste immagini, per chi inizierà a cimentarsi in questo genere di scatti, facilmente ci si ritrova scatti asettici incapaci di suscitare i contrasti emotivi che questo genere di foto deve trasmettere.

Grazie al digitale che ci consente di molteplici scatti dello stesso soggetto senza doverci preoccupare dei costi di sviluppo, una volta copiate le foto sul PC, dover scegliere quali foto tenere e quali cestinare può essere più complicato del previsto. Un valido sistema per riuscire a tenere solo gli scatti migliori, consiste nello scaricare le foto sul PC, rimuovere tutte le foto che non trasmettono quello che desideravamo catturare e una volta completata la prima scrematura dimenticarsene per due o tre settimane. Dopo questo lungo periodo vi accorgerete che, quando i ricordi sono meno vivi nella memoria, sarà molto più facile scegliere le foto da eliminare e quelle da passare alla successiva fase di post produzione.

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