Lezione 11 – La regola dei terzi

2012-04-24
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La buona riuscita di una fotografia dipende anche, e soprattutto, da come questa viene composta; la composizione di una fotografia è l’armonizzazione degli elementi e/o soggetti all’interno della stessa, in modo tale che il risultato finale rispetti in primis l’idea iniziale del fotografo, e poi risulti armonica e gradevole alla vista.

Quella dei terzi è, appunto, una delle regole da seguire affinché si ottengano inquadrature gradevoli, derivante dall’arte dei grandi maestri della pittura rinascimentale, che studiarono, basandosi anche su complessi calcoli matematici, l’armonizzazione dell’immagine: si immagina di suddividere l’inquadratura in sezioni, con due rette verticali parallele e due rette orizzontali sempre parallele che, intersecandosi, creano quattro punti di intersezione all’interno dei quali si sviluppa la sezione centrale, definita aurea.

Per favorire l’applicazione della regola, la maggior parte delle macchine fotografiche digitali mette a disposizione una griglia sovraimpressa facoltativa, mentre su alcuni modelli di fotocamera reflex, sono disponibili i vetrini di messa a fuoco dotati già di griglia.
La griglia serve da guida per posizionare i soggetti nell’inquadratura, in modo tale che non risultino centrali nella composizione, ma si collochino in corrispondenza dell’intersezione tra una retta orizzontale o una verticale, o in corrispondenza di una delle quattro rette che compongono la griglia: lo scopo è quello di evitare che la fotografia, con il soggetto posizionato al centro dell’inquadratura, risulti monotona e priva di qualsiasi movimento, ma non solo. Infatti, è risaputo che l’occhio umano deve essere guidato nell’osservazione di una fotografia, in modo tale che l’attenzione si concentri sugli elementi che per il fotografo sono importanti in una determinata immagine: i punti di intersezione delle rette ai vertici della zona aurea rappresentano i punti focali, ovvero i punti in cui ci concentra maggiormente l’attenzione dell’osservatore; quest’utlimo, infatti, solitamente comincia l’osservazione dal centro dell’immagine ma poi la sua attenzione si concentra su quei quattro punti della fotografia: ed è su questo che il fotografo deve basarsi per comporre il suo scatto.

La regola dei terzi è generalmente valida per tutti i tipi di fotografia.
Quando si effettua un ritratto, si è solitamente portati a inquadrare il soggetto centrandolo nell’inquadratura: il più delle volte, però, questa soluzione porta a composizioni anonime, prive di movimento, che non riescono a catturare l’attenzione di un osservatore. Per ottenere un ritratto a figura intera gradevole utilizzando la regola dei terzi, il soggetto va posizionato in modo tale che la figura occupi una delle sezioni periferiche dell’inquadratura (nella ritrattitistica si utilizzano soprattutto quelle verticali): per una fotografia con una resa ancora migliore, bisogna fare in modo che i particolari del soggetto che si vogliono mettere in evidenza, vadano a corrispondere a uno dei due punti focali di quella sezione (per esempio il volto, le mani ecc) in modo tale che lo sguardo di chi osserva sia guidato prima sul soggetto nella sua interezza, e poi verso ciò che il fotografo decide sia da valorizare, e quindi evidenziare. Per le fotografie in primo piano, per esempio, l’ideale sarebbe far coincidere gli occhi con i due punti focali superiori e la bocca con la linea orizzontale inferiore.

Anche nella paesaggistica la regola dei terzi è importantissima, per evitare di creare quello che si chiama “effetto cartolina”, ovvero un’immagine con dei soggetti meritevoli di plauso, ma statica e senza un “perché” che non colpisce particolarmente chi osserva; una delle regole fondamentali quando si scatta una fotografia a un paesaggio è che l’orizzonte non va mai centrato nella fotografia: va sempre allineato o con la retta orizzontale inferiore o con quella superiore, a seconda dell’elemento a cui si vuole dare maggiore rilievo: allineando l’orizzonte alla retta inferiore, i due terzi della fotografia saranno occupati dal cielo, che quindi sarà l’elemento dominante della composizione, viceversa allineandolo alla retta orizzontale superiore, i due terzi della fotografia saranno occupati dalla “terra” che diventerà l’elemento strategico della fotografia. Ma non basta il posizionamento dell’orizzonte per rispettare la regola dei terzi; nell’immortalare un tramonto sul mare, per esempio, oltre al posizionare l’orizzonte su una delle due rette, occorre, che il sole risulti su uno dei quattro punti focali: se viene inquadrato all’interno della zona aurica, la fotografia perde di armonia, ma lo stesso discorso deve essere fatto per tutti gli altri elementi che potrebbero rientrare nella composizione di uno scatto paesaggistico e che, se posizionati in posizione centrale, rischiano di non contribuire a rendere lo scatto così come il fotografo se lo era immaginato.

Per i reportage il discorso non muta, perché lo scopo di questa tipologia di fotografia è quello di ritrarre situazioni e/o persone già di per se stesse particolarmente interessanti, che hanno attirato l’attenzione del fotografo. Nella composizione dello scatto, quindi, il fotografo deve fare in modo che lo stesso livello di attenzione si riporti nell’osservatore verso il soggetto che lo ha colpito e non verso elementi complementari dello scatto. Se si immagina uno scenario di guerra, in cui si trova una persona che piange disperata, l’attenzione dell’osservatore deve essere attirata dal soggetto, non dai detriti che gli stanno attorno, quindi l’inquadratura dev’essere fatta in modo tale da tenere alta la concentrazione su quella persona, posizionandola nell’intersezione di uno dei punti focali dell’immagine.

Nel caso in cui non sia stato possibile applicare la regola dei terzi in fase di scatto, oppure ci si renda conto che non è stata applicata in maniera ottimale, in fase di post produzione, utilizzando lo strumento ritaglio, è possibile rimediare all'”errore”, facendo in modo di eliminare le parti di fotografia laterali, in modo da spostare il soggetto verso l’esterno della fotografia.

Come tutte le regole, anche quella dei terzi è nata per essere infranta: l’abilità di un fotografo consiste nel seguire ciò che la sua sensibilità e il suo occhio gli suggeriscono sia meglio per un determinato tipo di scatto. Con la regola dei terzi si creano fotografie armoniche, ma ciò non vuol dire che siano più belle rispetto a quelle costruite senza l’applicazione di questa regola; per essere infranta, però, la regola dei terzi va studiata e conosciuta, in modo tale che si abbia in mano uno strumento prezioso da utilizzare quando le situazioni lo richiedono, ma da abbandonare quando si crede che in quel momento non sia la soluzione più adatta per lo scatto che si vuole ottenere.
Per questo motivo è una delle regole basilari, che costituiscono le fondamenta della preparazione di un fotografo professionista, ma bisogna ricordare che la fotografia non è solamente didattica e regole da rispettare: le regole sono sostanzialmente degli strumenti forniti al fotografo per migliorare il suo lavoro, ma lo strumento più importante è sempre la sua sensibilità artistica.

Commenti

  1. scritto da giacinto il 25/08/2013

    Bellissimo articolo!!

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