Lezione 15 – La tecnica del panning

2012-04-30
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Quante volte ci siamo trovati nella situazione di voler rendere l’effetto della velocità in una nostra foto? Di primo acchito sembra un’impresa ardua, poiché ci troveremmo ad affrontare un’apparente contraddizione in termini. Qualora si dovessero scegliere tempi di scatto lunghi, privilegiando l’idea di movimento, l’immagine risulterebbe inevitabilmente “mossa,” mentre nel caso in cui utilizzassimo tempi di scatto sufficientemente brevi a “congelare” il movimento, la nostra foto risulterebbe purtroppo molto statica.

Sarebbe ad esempio difficile stabilire se, con tempi di scatto pari ad 1/1000s o meno, un’automobile nell’inquadratura sia effettivamente in movimento o se sia ferma. La tecnica del Panning viene in nostro soccorso in situazioni come questa, ed è per questo che è una delle maniere più utilizzate per conferire dinamismo alle nostre foto.

Cos’ è il panning?

Descritto in termini semplici, il panning è una tecnica che permette di ottenere una sorta di “mosso selettivo,” mantenendo a fuoco il soggetto prescelto, rendendo nel contempo “mosso” lo sfondo. Questa è la tecnica usata molto spesso dai fotografi specializzati in eventi motoristici, ed è facile trovare sulle riviste di settore varie foto realizzate in questa maniera.

Preparazione

L’unico vero pre-requisito per uno scatto in panning è quello di avere un soggetto in movimento che si sposti in maniera perpendicolare rispetto alla nostra posizione. Questo accorgimento si rende necessario per assicurare che il soggetto sia in movimento rispetto allo sfondo. E’ infatti impossibile utilizzare questa tecnica se gli oggetti in movimento vengono diretti verso di noi o si allontanano da noi, mentre è estremamente difficile realizzare scatti di questo genere qualora il movimento avvenga obliquamente rispetto alla nostra posizione, a meno di non penalizzare l’effetto panning, riducendolo sensibilmente.

Il movimento corretto

A differenza di altre tecniche fotografiche, che richiedono una mano quanto più ferma possibile, il panning prevede uno spostamento della fotocamera nel corso della ripresa. Tale movimento dovrà accompagnare quello del soggetto, cercando di mantenerlo quanto più possibile nella stessa posizione dell’inquadratura, al fine di evitare che anche il soggetto risulti “mosso.” Tale movimento, compiuto con una rotazione uniforme del busto, mantenendo ferme le anche, dovrà iniziare ancor prima dello scatto, in maniera da aggiungere fluidità all’intera operazione.

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Scelta del tempo di esposizione

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le riprese in panning di soggetti lenti risultano avere un livello di difficoltà maggiore rispetto agli scatti su soggetti in movimento molto più rapido. Ad esempio, per scattare una foto in panning di un’auto da corsa a forte velocità, sarà possibile ottenere l’effetto desiderato impostando tempi di scatto anche inferiori ad 1/125s, mentre la stessa immagine di un atleta in corsa potrebbe richiedere tempi di esposizione anche superiori ad 1/40s, il che fa aumentare di molto il rischio di ottenere immagini scadenti. Nelle immagini scattate con tempi di esposizione più lunghi, risulta assolutamente essenziale la dolcezza e la regolarità del movimento, al fine di avere uno sfondo, sì “mosso”, ma non tremolante, che pregiudicherebbe il risultato finale.

Impostazioni della fotocamera

Scendendo più nei dettagli tecnici, per effettuare scatti in panning, sarà necessario impostare la nostra fotocamera in modalità “priorità al tempo di scatto”. In questo tipo di foto infatti il tempo di scatto riveste importanza nettamente maggiore rispetto all’apertura, e possiamo quindi lasciare che sia la fotocamera a regolare il nostro diaframma secondo la quantità di luce necessaria, poiché è proprio il tempo di esposizione il fattore determinante ai fini del risultato finale. E’ inoltre possibile utilizzare lo scatto continuo (raffica) ma ciò è possibile solamente quando i tempi di scatto delle singole foto sono sufficientemente brevi; è necessario tenere presente che scattando in sequenza aumentano sì le probabilità di ottenere uno scatto soddisfacente, ma aumentano anche le vibrazioni.

Quale obiettivo usare

Il tipo di obiettivi che meglio si presta allo scopo è quello a focale relativamente lunga (teleobiettivo) oppure un obiettivo “standard” (es. 50mm) con un’apertura “rapida”, anche se in generale i teleobiettivi permettono di ottenere composizioni visivamente più efficaci che focalizzano l’attenzione sul soggetto, senza includere troppo gli elementi superflui che distrarrebbero l’occhio di chi guarda la foto.

Attenzione alla Stabilizzazione

Un altro fattore importante da tenere in considerazione è quello degli stabilizzatori (sia ottici che elettronici) di cui sono dotati un numero sempre crescente di obiettivi. Mentre questo sistema può risultare di grande utilità in molti altri contesti, nel caso del panning potrebbe risultare senz’altro controproducente. I sistemi di stabilizzazione ottica (VR “Vibration Reduction” per la Nikon, IS “Image Stabilizer” per la Canon, solo per citare i più noti) tendono infatti a non riconoscere il panning come tale, ma come delle vibrazioni da eliminare. Le case produttrici stanno cercando di porre riparo a ciò mettendo in commercio obiettivi stabilizzati di seconda generazione (come quelli marcati “VR II” dalla Nikon) in cui è possibile scegliere se tale stabilizzazione sia “attiva” (nel qual caso la lente cercherà di sopprimere qualsiasi movimento) o “passiva” (modalità in cui viene riconosciuto il panning). Qualora non si disponesse di tale funzionalità aggiuntiva, la stabilizzazione ottica dovrà essere tassativamente disattivata, alimenti i nostri sforzi saranno vani e non riusciremo ad ottenere l’effetto desiderato.

Per padroneggiare a fondo la tecnica del panning, l’unico vero segreto è la pratica. I due principali aspetti su cui lavorare sono la fluidità del movimento e la ricerca del tempo di scatto che meglio si adatta alle condizioni di luce in cui ci si trova a lavorare ed alla velocità del soggetto da riprendere. Una volta acquisita familiarità con questa tecnica, la si potrà applicare in molte situazioni, ogniqualvolta si desideri uscire dagli schemi delle solite “istantanee” ed effettuare scatti che comunichino l’idea della velocità e del dinamismo.

Commenti

  1. scritto da francesco puglisi 55 il 05/09/2013

    Bello

  2. scritto da francesco puglisi 55 il 05/09/2013

    Stupendo

  3. scritto da Andrea il 15/05/2014

    grazie molto utile e chiaro

  4. scritto da alex il 30/06/2014

    più chiaro di così:) Grazie tante!!!

  5. scritto da Giulio il 05/11/2014

    Complimenti, bell’articolo.

  6. scritto da Loris il 22/05/2015

    Articolo estremamente chiaro.

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