Lezione 13 – Lunga esposizione

2012-04-25
lunga-esposizione
Media voti utenti

(5 / 5)

5 5 7
Vota questo articolo

7 utenti hanno votato

Articoli correlati:
  • _MG_7919

    Lezione 46 – Come dare all’acqua un effetto setato

  • IMG_1488F

    Lezione 45 – Le Silhouette

  • IMG_0058

    Lezione 44 – Il Mosso Fotografico

  • IMG_3573_4_5_6_fused

    Lezione 43 – Distanza Iperfocale

  • Abraham

    Lezione 42 – Perché ogni fotografo di paesaggi dovrebbe usare filtri (Sempre!)


L’esposizione è la croce e la delizia dei fotografi. E’ il parametro che più influisce nella buona riuscita di uno scatto, ma non segue regole precise e il fotografo può divertirsi a creare fotografie sperimentando diversi tempi di esposizione; i fotografi più esperti si cimentano spesso nella lunga esposizione, che quando viene applicata correttamente, crea effetti molto particolari imprimendo alle foto un senso di movimento armonico. Tuttavia utilizzare bene la lunga esposizione è tutt’altro che facile e bisogna saper valutare in quali casi sia necessaria, in quali altri utile e in quali altri possa creare effetti particolari.

Una lunga esposizione si ottiene mantenendo il diaframma aperto per un tempo abbastanza lungo (in fotografia sopra i decimi di secondo si parla già di tempi di esposizione prolungati), che può essere anche nell’ordine delle ore utilizzando certe macchine fotografiche che lo permettono; tenendo il diaframma aperto per così tanto tempo, la macchina riceve e registra tutti i cambiamenti di luce e i movimenti che si susseguono all’interno dell’inquadratura, creando quindi effetti molto particolari (uno su tutti, le famose scie di luce). Per scattare una fotografia in lunga esposizione occorre che la preparazione allo scatto sia pressoché perfetta, perchè la più piccola imperfezione potrebbe rovinare irrimediabilmente lo scatto. Innanzitutto, occorre munirsi di cavalletto per la perfetta stabilità della macchina e, se possibile, di un controllo remoto, in modo tale che al momento dello scatto la macchina non subisca nemmeno la più piccola oscillazione (la perfetta stabilità della macchina è uno degli elementi imprescindibili per la buona riuscita); il sensore dev’essere perfettamente pulito, perché con tutta la luminosità che riceve in un tempo di esposizione lungo, anche il minimo alone creerebbe un disturbo notevole; un trucco per ottenere tempi di esposizione molto lunghi, consiste nell’utilizzo del Blulb mode, che consente di sforare i trenta secondi di scatto standard, che solitamente è il limite delle fotocamere, lasciando aperto l’otturatore finché il pulsante di scatto resta premuto; utilizzare sempre un filtro (solitamente si usano quelli ND, Natural Density, che diminuiscono l’intensità della luce anche di 10stop), o un dispositivo che diminuisca la luminosità, perché la luce è nello stesso tempo complice e nemica di questi scatti: si consiglia, quindi, di utilizzare sempre l’impostazione ISO più bassa consentita dalla fotocamera e l’apertura del diaframma minima prevista, in modo da far filtrare meno luce possibile; il formato consigliato è quello RAW, ossia il formato “grezzo”, perchè conserva intatte tutte le informazioni sullo scatto, senza che la macchina abbia in qualche modo influenzato la gamma dinamica al momento della memorizzazione in altri formati compatti.

Le fotografie a lunga esposizione sono molto apprezzate in campo fotografico, anche per la loro difficoltà di realizzazione.
Il soggetto che più si presta ad essere fotografato in questa modalità è l’acqua, in tutte le sue forme, dal mare in tempesta al lago quieto, dalla cascata al fiume che scorre placido; questo perché, anche se all’apparenza dell’occhio umano sembra che non ci sia nessun movimento, scattando una fotografia con un tempo di esposizione lungo, il sensore rileva ogni benché minimo cambiamento, e anche se l’occhio umano non lo riesce ad apprezzare, la macchina registra tutto e a scatto ultimato si noterà sulla fotografia (se è stata eseguita correttamente) un gradevole effetto blur naturale, con immagini morbide e acqua che sembra trasformarsi in drappi di seta una lunga scia ovattata di grande impatto.
Un altro classico delle fotografie a lunga esposizione sono le strade trafficate: posizionando la macchina in una posizione sopraelevata rispetto al piano stradale, possibilmente in una posizione in cui sia possibile ottenere una composizione vasta, che comprenda un ampio tratto dell’arteria stradale e, se il panorama circostante si ritiene sia meritevole, anche una porzione di quello, è possibile ottenere una fotografia in cui siano impresse le scie luminose e colorate delle automobili che ivi sono transitate, creando spettacolari effetti, molto apprezzati.
Scatti molto particolari, che sfruttano la rotazione terrestre, sono quelli notturni al cielo stellato: con un’apertura di diaframma di qualche ora, nella fotografia le stelle risulteranno come piccole scie luminose bianche; tempi di esposizione lunghi, ma nell’ordine dei minuti, consentono invece di ottenere immagini nitide di cieli trapunti di stelle, molto difficili da ottenere senza utilizzare la lunga esposizione.

Bisogna tuttavia essere in grado di scegliere quali siano i soggetti che maggiormente si prestano ad essere immortalati utilizzando la lunga esposizione, perchè non tutta l’acqua e non tutte le strade, negli esempi che sono stati fatti, garantiscono un buon risultato; per quanto riguarda le acque, per creare fotografie d’effetto è consigliabile riprendere degli scenari in cui siano presenti degli elementi di disturbo: il mare, per esempio, rende al massimo quando si è in presenza di scogliere o rocce, lo stesso discorso con i fiumi, è sempre meglio fotografare quelli che presentano delle pendenze e anche se il corso dell’acqua si muove placido, i dislivelli sono degli alleati, i laghi, invece, anche per una questione di composizione, è consigliabile riprenderli in zone in cui siano presenti, per esempio, dei pontili o dei tronchi recisi: il movimento attorno a questi elementi crea un effetto tipo nebbia che s’alza dalle acque.
Il paesaggio circostante, invece, a differenza del soggetto principale della fotografia, è consigliabile che sia assolutamente statico (composto quindi da roccia, per esempio), perché un effetto movimento anche negli elementi che lo circondano, creerebbe un disturbo in grado di distogliere l’attenzione dal soggetto principe della fotografia, oltre a far perdere un po’ il senso dello scatto.

Un accorgimento utile, è quello di calcolare bene il tempo di esposizione in base al movimento del soggetto: più il soggetto è lento, più il tempo di esposizione dev’essere lungo (un lago richiederà un tempo di esposizione maggiore rispetto a una strada o alle onde del mare che si infrangono sulle rocce).

Il momento del giorno in cui è consigliabile scattare simili fotografie è, ovviamente, quello in cui la luce è più debole, quindi la notte, ma una buona riuscita è possibile anche all’alba o al tramonto. Tuttavia, non sempre in quei momenti del giorno la situazione meteorologica è valida per poter scattare simili fotografie che richiedono una preparazione meticolosa e situazioni climatiche perfette, quindi, quando si decide di effettuare uno scatto in lunga esposizione con la piena luce del giorno, i filtri diventano indispensabili: senza i filtri, anche se vengono impostati gli ISO al minimo e il diaframma viene chiuso al massimo, la fotografia risulterà sempre e comunque sovraesposta, bruciata, quasi inutilizzabile.

Occorre fare molta pratica per ottenere fotografie ottime con la lunga esposizione, non si può pretendere di riuscire ad avere scatti perfetti nelle prime volte, ma bisogna applicarsi e riuscire a capire volta per volta quali siano stati gli errori, in modo tale da evitarli negli scatti successivi.

Commenti

Inserisci un Commento