Lezione 25 – Obiettivi per fotografia in alta montagna

2012-06-15
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Scegliere un buon obiettivo è forse più importante che scegliere la macchina fotografica stessa. Dall’obiettivo che si ha a disposizione dipende la scelta della composizione e dell’inquadratura e non è facile come potrebbe sembrare di primo impatto, perché se è vero che basta scegliere un obiettivo grandangolare per una foto panoramica, un obiettivo tele per una foto a lunga gittata o un obiettivo 50-80 mm per fotografie “normali”, non è sempre così facile sceglierlo, perché molto dipende da come vogliamo rendere in fotografia ciò che stiamo guardando, avendo quindi una buona conoscenza del comportamento di ogni singolo obiettivo.

Il grandangolo

Quando ci si reca in montagna per effettuare una sessione di shooting si viene attratti inevitabilmente dai panorami che offre questo tipo di natura: la maestosità delle montagne, i laghi e i fiumi, gli alberi solitari o le verdi foreste e molto spesso si cerca di creare composizioni che racchiudano tutto ciò che ci circonda.
Se guardiamo un paesaggio con l’occhio umano, riusciamo a vedere solo un’angolazione ristretta: ogni singolo occhio arriva a un’angolazione massima di circa 45°, per un totale di 90°, ma il cervello si concentra su un’area di appena 30°, mentre la risoluzione massima, ovvero dove sono inserite la maggior parte delle informazioni, è racchiusa in soli 10°.

Utilizzando l’obiettivo grandangolare questa visuale si amplia fino a raggiungere i 90° per i classici e i 180° per i fisheye. Con questo obiettivo allarghiamo la composizione del campo, ma diminuiamo la focale aumentando la profondità di campo, creando distorsioni prospettiche nel caso in cui ci siano soggetti posti su piani diversi a una distanza ravvicinata, ma consente di riprendere in maniera nitida e chiara panorami ampi come quelli che si possono scorgere in una vallata o dalla cima di un rilievo, negli alpeggi o comunque in luoghi aperti di ampio respiro.

Se si è interessati a fotografie paesaggistiche “classiche” l’obiettivo grandangolare più indicato è quello con una focale che va dai 35 ai 28mm: la distorsione c’è, ma è minima, ed è tutto sommato il giusto prezzo da pagare per far rientrare nell’inquadratura un’ampia porzione del paesaggio ma può essere tuttavia attenuata notevolmente “giocando” con il diaframma..
Per sfruttare al meglio questo tipo di obiettivo è necessario trovarsi preferibilmente in una posizione di rilievo rispetto al suolo, scegliendo postazioni che consentano di avere sott’occhio il primo, il mezzo e l’ultimo piano orizzontale della composizione; nella fotografia panoramica il piano di mezzo è l’anello di congiunzione tra i due piani estremi ed è quello che solitamente attira maggiormente l’attenzione dell’osservatore.

Quando ci si trova in una vallata con un lago alpino, per esempio, è bene che il fotografo si posizioni in una posizione di rilievo rispetto al lago; nelle fotografie effettuate con il grandangolo è quasi necessario introdurre nella composizione almeno una piccola porzione di cielo superiormente, sia per dare enfasi allo scatto, sia per dare respiro, in foto che altrimenti sarebbero soffocate. La messa a fuoco con il grandangolo per scatti corretti dal punto di vista tecnico, ma non necessariamente perfette, può essere o all’infinito oppure fatta a un terzo dell’inquadratura partendo dal margine inferiore, solitamente in quello che viene considerato l’inizio del piano di mezzo.

L’obiettivo fisheye, invece, è un obiettivo molto particolare, che fa della distorsione dell’immagine il suo punto di forza: La distorsione con questo obiettivo è accentuata, gli oggetti assumono quasi una forma circolare dovuta alla focale molto ridotta (si arriva ai 6mm) e l’effetto finale è paragonabile a quello che si ottiene guardando dal fondo di un bicchiere; per la fotografia paesaggistica, dunque, è indicato relativamente e solo per i fotografi “alternativi” che vogliono sperimentare; è sconsigliato a coloro che vogliono effettuare una sessione di shooting con fotografie “tradizionali”.

Il teleobiettivo

Compito opposto a quello svolto dall’obiettivo grandangolare, che ha lo scopo di inserire nella composizione quanti più elementi possibili, viene svolto dal teleobiettivo. Questa tipologia di obiettivi, infatti, ha lo scopo di incorporare nella composizione solo porzioni di scena, solitamente situati a distanza notevole rispetto alla postazione del fotografo, che non sono raggiungibili in altro modo se non sfruttando l’elevata lunghezza focale di questo strumento. Gli obiettivi tele hanno una lunghezza focale molto elevata, che comporta una profondità di campo ridotto, che diminuisce in maniera proporzionale con il diminuire dell’angolo di campo e con l’aumentare dell’ingrandimento.

Il teleobiettivo funziona per compromessi: date le sue caratteristiche, per avere una messa a fuoco ampia in tutta la scena ripresa, occorre chiudere il diaframma, ma questo comporta un necessario aumento dei tempi di posa. Per questo motivo quando si decide di portare con se un teleobiettivo, tanto più in montagna dove può essere molto utile, si deve avere anche il treppiede per dare stabilità.
Nelle fotografie di montagna il teleobiettivo viene solitamente utilizzato per la cosiddetta “caccia fotografica”, ovvero la fotografia di animali inavvicinabili, come i grandi uccelli.

Quando si decide di utilizzare un teleobiettivo occorre trovare una postazione che consenta il posizionamento stabile del treppiede e che dia la possibilità di avere visuale completamente libera verso la zona in cui si è deciso di operare; l’obiettivo tele è solitamente molto voluminoso e quindi anche per questo è necessario trovare una zona abbastanza in piano per evitare squilibri.
Bisogna fare attenzione, quando si utilizza l’obiettivo tele, a non decontestualizzare eccessivamente i soggetti ripresi: è molto facile che accada, perché questo obiettivo va a cogliere particolari lontani dall’occhio umano, isolandoli e togliendoli da tutto il resto; l’uomo non riesce a isolare completamente un soggetto, lo vedrà sempre inserito nel suo contesto e questo fa apparire le foto scattate con il tele qualcosa che esula da ciò che è l’ordinario, che si spinge in qualcos’altro, ma che non sempre ha un’accezione positiva se la fotografia è stata portata troppo oltre.

L’obiettivo standard

Tra i due estremi del teleobiettivo e del grandangolo si inseriscono gli obiettivi standard, quelli che mostrano il mondo come è realmente, come lo vede il fotografo ad occhio nudo quando sceglie di effettuare uno scatto. Per le foto in montagna le focali indicate per gli obiettivi standard sono il 55 e l’85 mm, soprattutto il secondo, che è una buona soluzione di compromesso tutto fare, che può essere utilizzata per la maggior parte delle foto di una sessione di shooting in montagna: scorci di bosco, sentieri, animali a distanza ravvicinata, ruscelli e fiumi, colline innevate ecc.

Una buona regola quando si parte per una escursione fotografica in montagna è quella di non appesantirsi troppo per non inibire i movimenti: occorre quindi effettuare la scelta dell’attrezzatura scegliendo già in partenza gli obiettivi che si vogliono utilizzare e portandone quindi al massimo tre, che garantiscono buoni compromessi di utilizzo.

Commenti

  1. scritto da Walter il 26/06/2012

    Grazie mille per i consigli! Quando vado in montagna uso l’85mm. Per il grandangolo e il teleobiettivo non sono ancora abbastanza bravo… L’obiettivo fisheye invece non lo uso mai perché la realtà viene troppo distorta. Magari conviene di più per fotografi espressionisti ?

  2. scritto da Flesh Reflex il 26/06/2012

    Piu’ che per espressionisti o professionisti, conviene usarlo se hai le idee chiare relativamente al tipo di foto che vuoi ottenere, le foto in alta montagna si prestano abbastanza per foto con fisheye, anche perchè quando ti trovi in cima ad una vetta vorresti immortalare la visuale a 360 gradi che ti trovi attorno…uno scenario unico che solo le persone che hanno scalato una vetta possono capire…comunque cogliamo spunto dalla tua domanda per scrivere prossimamente un articolo sulle foto con fisheye.
    Ciao e grazie!

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