Lezione 8 – Obiettivi

2012-04-19
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 L’obiettivo di una fotocamera digitale è un dispositivo composto da una serie di lenti realizzate in speciale vetro ottico, che permettono di convogliare la luce esterna sul sensore della fotocamera stessa, permettendo la realizzazione di immagini fotografiche o filmati. Ma come è fatto? Come funziona di preciso?

Le lenti che costituiscono un obiettivo (spesso più di 10) sono realizzate in vetro ad elevato indice di rifrazione, e subiscono spesso dei trattamenti specifici (come il coating) per limitare riflessi indesiderati ed aberrazioni ottiche, aumentando la quantità di luce rifratta che raggiunge il sensore ed accrescendo conseguentemente la qualità dell’immagine.

Le lenti si spostano lungo l’asse ottico dell’obiettivo (tranne alcuni speciali elementi flottanti) sia nel corso dell’operazione di messa a fuoco che nella variazione di lunghezza focale (tipica degli obiettivi zoom).Fra le lenti ed il sensore è posizionato il diaframma, parte essenziale dell’obiettivo.

Questo dispositivo, composto da più lamelle metalliche (solitamente da 5 a 9) può essere aperto o chiuso in misura variabile, regolando la quantità di luce che penetra nel corpo della nostra fotocamera. Anche il numero di lamelle è importante, poiché un maggior numero di esse permette di ottenere un effetto sfocato più morbido nelle immagini in cui si desidera separare il soggetto dallo sfondo, come ad esempio i ritratti.Oltre a questi componenti essenziali, un obiettivo può presentare altre parti, quali un motore per la messa a fuoco automatica (autofocus) e dei chip elettronici per l’invio di dati al corpo macchina.

Le 2 caratteristiche principali di un obiettivo sono: la lunghezza focale e l’apertura. Gli obiettivi infatti, si classificano mediante questi due valori; ad esempio: 50mm f/1.4 sarà un obiettivo a focale fissa di 50mm con un’apertura massima di f/1.4. Andiamo ad esaminare ora nel dettaglio queste due caratteristiche:

– La lunghezza focale (espressa in millimetri) è la distanza che intercorre fra il centro ottico dell’obiettivo ed il piano su cui giace il sensore. La distanza focale influenza direttamente l’angolo di campo (misurato in gradi) che sarà il nostro angolo di visuale guardando nel mirino della fotocamera. Quanto più piccola sarà la lunghezza focale, tanto più grande sarà l’angolo di campo; viceversa, un obiettivo con una distanza focale maggiore avrà un angolo di campo minore, con il vantaggio però di un maggiore ingrandimento. Gli obiettivi zoom si differenziano da quelli a focale fissa poiché permettono di variare la distanza focale nell’ambito di un certo intervallo. Così ad i valori fondamentali di uno zoom potrebbero essere: 70-300mm f/4.5-5.6, il che significa che potremo selezionare una distanza focale a nostra scelta dai 70 ai 300mm.

– L’apertura (espressa con un valore numerico frazionario del tipo “f/x”) è il rapporto fra la lunghezza focale (f) ed il diametro del diaframma alla sua massima apertura (x). Questo rapporto esprime la luminosità di un obiettivo ad una determinata lunghezza focale. Di conseguenza, un obiettivo risulterà tanto più luminoso quanto sarà basso il valore del denominatore del rapporto. Nello specifico, ad esempio, un obiettivo con apertura massima f/2 sarà più luminoso di uno con apertura f/5.6. L’apertura è un valore cruciale in una foto, poiché oltre ad essere una delle due componenti essenziali dell’esposizione (assieme al tempo di scatto) influenza nel contempo anche la profondità di campo, ossia la distanza davanti o dietro il soggetto visibile nitidamente. Una foto scattata con valori di apertura elevati presenterà una profondità di campo minore, permettendo la sfocatura dello sfondo, cosa impossibile con un obiettivo ad apertura minore. Un obiettivo con apertura maggiore quindi presenta un doppio vantaggio: quello di poter lasciar entrare una quantità di luce maggiore, dando la possibilità di ridurre i tempi di scatto, che permette di evitare le foto “mosse” anche in condizioni di luce scarsa, e quello di permettere un uso “creativo” della profondità di campo, lasciandoci scegliere cosa avere a fuoco e cosa no.

E’ interessante notare come la maggioranza degli zoom, a differenza degli obiettivi a focale fissa, presentino valori di apertura diversi, dipendentemente dalla lunghezza focale prescelta. Tornando allo zoom citato precedentemente, (70-300mm f/4.5-5.6) possiamo notare come a 70mm l’apertura massima sia f/4.5 ma come questa poi scenda gradualmente fino a ridursi a f/5.6 a 300mm. Esistono anche zoom ad apertura costante, come il 14-24mm f/2.8, ma sono in genere molto costosi.

Gli obiettivi in commercio sono classificati in base alla lunghezza focale.

12-49mm: Grandangoli – Sono obiettivi con angolo di campo molto ampio, adatti a fotografare paesaggi, monumenti o per riprese in interni in spazi ristretti. Permettono di includere molti soggetti nell’immagine, ma spesso presentano problemi di distorsione.

50-75mm: Obiettivi Normali – Queste focali sono quelle che più si avvicinano a quelle dell’occhio umano, e pertanto questi obiettivi si adattano alla fotografia generica ed ai ritratti a figura intera.

76-105mm: Medio Tele – Sono obiettivi che si adattano particolarmente alla ritrattistica, in quanto presentano distorsione praticamente nulla e forniscono immagini molto naturali.

oltre 105mm: Teleobiettivi – Sono obiettivi a focale lunga che permettono forti ingrandimenti, e che si adattano quindi alle riprese da grandi distanze (ad esempio fotografia naturalistica).

Esistono poi delle lenti con delle funzionalità speciali:
I Fish-eye: Grandangoli estremamente spinti che deformano l’immagine in maniera sferica, creando effetti a volte molto interessanti;

Le lenti con funzionalità Macro: permettono delle riprese ravvicinate di oggetti molto piccoli o di dettagli, offrendo molte possibilità creative.

La corretta scelta delle lenti va quindi ponderata attentamente in base alle proprie esigenze.

Un’ultima avvertenza. E’ importante tenere presente il tipo di sensore installato sulla propria reflex. Se questa è una “a pieno formato” (FX, circa 24x36mm) i valori di lunghezza focale saranno quelli riportati sull’obiettivo, mentre se la vostra fotocamera presenta un sensore ridotto (tipo APS-C) è importante ricordare che le focali subiranno una moltiplicazione di un fattore x1.5 circa. Quindi un 50mm installato su una fotocamera con sensore APS-C avrà l’angolo di campo di un 75mm (50mm x 1.5 = 75mm) ed il nostro teleobiettivo 70-300mm equivarrà a: (70-300mm x 1.5 = 105-450mm).

Commenti

  1. scritto da alessandro il 06/12/2012

    Ciao,
    complimenti per il sito!
    Mi hanno regalato una Nikon D3100 con obiettivo 18-55mm f/3,5-5,6 non stabilizzato.
    A me piace fare foto anche in condizioni di scarsa luminosità (per quanto io sia del tutto un neofita della Reflex), volevo sapere se, per la vostra esperienza, avere un obiettivo stabilizzato è molto importante con queste lunghezze focali. Un obiettivo come il mio può consentirmi, ad esempio, di fotografare monumenti di notte a mano libera? O mi servirà sempre un cavalletto? Quali potrebbero essere le impostazioni corrette (ISO, Apertura Diaframma, tempo di scatto)?
    In ogni caso credo che inizierò a fare esperienza con questo obiettivo per vedere col tempo cosa potrebbe fare maggiormente al caso mio.

    Grazie per la risposta.

    Alessandro

  2. scritto da Matteo La Porta il 06/12/2012

    Ciao Alessandro,

    che dire se sei un neofita la prima cosa che ti conviene fare e tanta pratica con la tua fotocamera per imparare a conoscere il tuo strumento nei suoi pregi e difetti, capire fino a che valore ISO ti puoi spingere mantenendo una buona qualità e testando anche i vari livelli del filtro riduzione rumore (se ci sono differenti livelli).
    Per focalizzarci sulla tua domanda, gli obbiettivi stabilizzati ti permettono di dimezzare i tempi di scatto a mano libera, per spiegarmi meglio ipotiziamo di stare scattando una foto con un 50 mm se l’obbiettivo non è stabilizzato, in linea torica, non ti conviene scendere sotto 1/60 di secondo; montando invece un 50 mm stabilizzato ti potresti spingere a scattare la stessa foto con un tempo di posa di 1/30 di secondo.
    Mi sento comunque ti partire già con un approccio più professionale, se sei appassionato di foto notturna, acquistare un cavalletto di discreta qualità è fondamentale per ottenere il massimo dalle tue foto; per quanto si possa avere la mano ferma la differenza con una foto col cavalletto si vedrà sempre sopratutto su panorami e monumenti dove, per contenere il rumore e e avere una buona qualità, sei obbligato a scattare con ISO da 100 a 400 e i tempi di scatto saranno sempre e comunque superiori al secondo. Per avere foto ferme con tempi superiori al secondo sei vincolato all’utilizzo di un supporto stabile come il treppiedi.

    Ciao

    Matteo

  3. scritto da monica il 09/03/2016

    grazie per queste dritte e suggerimenti; per noi fotoamatori improvvisati ci sono tante nozioni e suggerimenti utili..monica

  4. scritto da Fabio Raiteri il 09/03/2016

    Grazie a te Monica, continua a seguirci e a condividere i nostri articoli che ti sono piaciuti di più.

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