Lezione 12 – Scattare ottime foto in bianco e nero

2012-04-25
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La tecnica del bianco e nero affascina da sempre sia chi fotografa che chi osserva una fotografia; dietro l’apparente facilità nello scattare, o postprodurre, in black&white, si nascondono invece numerose insidie per chi vuole ottenere lo scatto perfetto.

Partiamo col dire che, con le fotocamere digitali, è possibile scattare direttamente on camera in bianco e nero: per chi non fosse un esperto con gli strumenti di post produzione, questa è senza dubbio la soluzione migliore, per evitare risultati scarsi e per niente soddisfacenti in fase di fotoritocco, perché in automatico la macchina regola i livelli e i parametri in modo tale che le sfumature di grigio siano livellate, nonostante il risultato sia spesso lontano da ciò che ci si aspetta dalla fotografia. Questo perchè il processore della macchina lavora in base ad algoritmi numerici standard, che quindi non sono in grado di valutare quale sia il livellamento migliore, ma si limita ad eliminare la gamma colori.

Lo scatto va quindi, preferibilmente, effettuato a colori ed è qui che aumentano le difficoltà: fotografare in bianco e nero significa riuscire a vedere il mondo in bianco nero, senza, quindi, basarsi sulle informazioni che il cervello riceve dai colori che lo circondano. Uno dei fattori che rendono gradevole una fotografia in bianco e nero, che quindi non può puntare sulla vivacità cromatica è la composizione, che dev’essere creata in fase di scatto già nell’ottica del bianco e nero. Per riuscire ad avere dei buoni scatti su cui lavorare è importante fare molta pratica, applicarsi nello studio delle luci e delle ombre in fase di scatto, in modo tale da riuscire a prevedere quale potrà essere il risultato una volta che lo scatto è stato desaturato.
La fotografia in bianco e nero viene utilizzata in tutti i campi della fotografia, dalla ritrattistica alla paesaggistica.

Paesaggi

La fotografia di un paesaggio in bianco e nero è forse quella che in fase di scatto risulta di più difficile realizzazione, perché pensare a un tramonto, a una spiaggia o a un fiore, senza l’ausilio dei colori vivaci che lo costituiscono è molto complicato. Un fiore, per esempio, fotografato a colori, raramente non emoziona, perché i suoi colori hanno quasi sempre un effetto positivo, ma immaginare un fiore in bianco e nero non è affatto facile. Innanzitutto, occorre studiare bene la composizione, ciò vuol dire scegliere come inquadrare l’oggetto in modo tale che non risulti una fotografia banale o priva di senso, ma assuma una certa particolarità in grado di catturare l’attenzione dell’osservatore. Lo stesso discorso, in fase di scatto, va fatto per quanto riguarda lo studio delle luci e delle ombre: bisogna sempre evitare di fotografare il soggetto quando le luci lo colpiscono dall’alto, perchè, una volta che si va a lavorare col bianco e nero, si rischia il cosiddetto “appiattimento” ovvero una foto in cui c’è una assoluta predominanza di luci quasi senza ombre, che rendono il soggetto monotono e non particolarmente gradevole alla vista. Attenzione anche all’esposizione, che nella fattispecie, assume importanza notevole: quando si decide che uno scatto andrà completamente desturato, è sempre meglio sottoesporre di qualche decimo piuttosto che sovraesporre, perché è più facile conservare la gamma delle ombre e delle luci, che fanno la differenza nel bianco e nero.
Anche un tramonto in bianco e nero è molto inusuale, perché ciò che più colpisce di questa fase della giornata sono i colori vividi che vengono assunti dal paesaggio, eppure, se si riesce a fotografare lo scenario, facendo attenzione al gioco delle ombre che si viene a creare, alla composizione e all’esposizione, una volta che si andrà a lavorare in post produzione per eliminare i colori, il risultato potrebbe essere stupefacente nella sua originalità e particolarità.

Ritratti

I ritratti, invece, sono abbastanza usuali nelle tonalità del grigio, tuttavia sono molto difficili da realizzare nel modo perfetto, specialmente quando ci si riferisce a fotografie in primo piano, dove gli elementi del viso sono quasi delle sfide per il fotografo, che non può privilegiare un elemento in favore di un altro, ma deve trovare il giusto equilibrio di luci ed ombre in modo tale che tutto il viso sia valorizzato e messo sullo stesso livello.
Occorre, quindi, studiare in maniera perfetta le luci che devono illuminare il volto: vanno escluse a priori le luci frontali, che appiattiscono inesorabilmente i tratti del viso, per un risultato che non potrà mai essere soddisfacente una volta portato in bianco e nero; bisogna fare in modo che il naso, però, essendo l’elemento più in rilievo di un volto, non crei un’ombra eccessiva sul volto, scurendo una parte del viso che invece dev’essere valorizzata, come gli occhi: capita spesso, infatti, che in fase di scatto non si dia particolare attenzione alle ombre che si vengono a creare sul viso, anche perché, quando si va a traslare una foto in b&w, le ombre e le luci si fanno più marcate e un’ombra che nella foto a colori non sembrava essere di particolare disturbo, potrebbe invece risultare determinante per la cattiva riuscita dello scatto desaturato.

Post produzione

Al momento di lavorare in post produzione, bisogna innanzittutto controllare l’istogramma della fotografia, per capire come siano distribuite le luci e le ombre ed eventualmente, agire sui livelli e sulle curve per creare l’armonizzazione. Per portare una fotografia dal colore al bianco e nero esistono diverse tecniche, più o meno facili, che lavorano sia nella gamma RGB che in scala di grigio; un metodo consiste nell’affidarsi agli algoritmi matematici del programma, selezionando quindi direttamente l’impostazione “bianco e nero”: in questo modo la fotografia verrà virata e automaticamente livellata, Se invece si vuole lavorare sulla foto “da zero”, bisogna desaturare manualmente: in questo caso il programma si limita ed escludere la gamma colori, fornendo un bianco e nero “grezzo”.
Per ottenere fotografie di un certo livello, occorre lavorare sui contrasti, ossia sull’intensità della luce e del colore: se all’occhio umano viene tolta la percezione del colore, l’altro elemento su cui presta attenzione è l’intensità dell’illuminazione; un forte contrasto consente di mettere in rilievo gli elementi che compongono lo scatto, o per distogliere l’attenzione da elementi secondari che il fotografo non vuole catturino l’attenzione di chi osserva.
Un altro strumento utile nelle mani del fotografo quando lavora in postproduzione è l’utilizzo dei filtri, caldi o freddi, che se non vengono utilizzati in fase di scatto, possono essere applicati successivamente con il programma di fotoritocco.

Il bianco e nero è una tecnica molto particolare, che richiede tanto studio affinché i risultati siano ottimali, perché avere l’occhio allenato per capire quali situazioni e quali scatti possano funzionare in assenza di colore, e poi lavorare per ottenere le giuste sfumature di grigi, non è facile.

Commenti

  1. scritto da alessandro il 14/02/2013

    Salve,

    vorrei trovare un buon modello di macchina fotografica per fare solo street in bianco e nero.

    Grazie

  2. scritto da Matteo La Porta il 14/02/2013

    Ciao Alessandro,

    La fotocamera che rispecchia a pieno le tue esigenze è la “Leica M Monochrom”, non solo il massimo potenziale delle fotocamere Laica so esprime nel reportage con obbiettivi 35mm, questo modello è dotato di un sensore appositamente realizzato per le foto monocromo che sposta alla perfezione la street photography.
    Come puoi ben immaginare il costo non è dei più popolari, si parte infatti da un minimo di 6000€ per il solo corpo macchina.
    Parlando di fotocamere più economiche, per questo genere di fotografia punterei su una mirrorless camera come la Nikon 1, Canon EOS M o la Panasonic Lumix DMC-G3X e sfrutterei ik tool per Lightroom o Photoshop CS “Nik Software Silver Efex Pro”, per virare le fotografie in bianco e nero.
    La ragione per cui punterei su una anzi che una normale reflex è legata alle dimensioni e al peso decisamente più contenuti; le migliori immagini urbane si ottengono nei momenti più inaspettati e la compattezza ti consentirà di portare con te la fotocamera più spesso di quanto non faresti con una più ingombrante reflex in oltre, per chi ama fare street photography, e sempre meglio non dare nell’occhio per ottenere gli scatti migliori (salvo poi dover richiedere i diritti di pubblicazione) e anche in questo caso le reflex tendono a essere un po’ troppo vistose mentre una mirrorless si nota meno.

    Ciao

    Matteo

  3. scritto da Duluoz il 09/04/2015

    a) Non ho capito: meglio scattare a colori e poi in post-produzione rendere in bianco e nero, o meglio direttamente in bianco e nero?
    b) se è meglio scattare direttamente in bianco e nero, il problema è che: a colori si può poi sempre trasformare in bianco e nero, mentre il bianco e nero non si può più rendere a colori, che vanno irrimediabilmente perduti.

    Io sto scattando quasi sempre in bianco e nero, ma così non ho il rimpianto di aver perduto irrimediabilmente quella realtà che a colori non ritornerà/ricorderò mai più?

    Insomma direttamente in bianco e nero o no?

    Grazie mille.
    Ottimo sito e ottimo lavoro.

  4. scritto da Fabio Raiteri il 27/04/2015

    Ciao,
    direi che inconsapevolmente ti sei risposto da solo. E’ un dato di fatto che una foto scattata in bianco e nero non potrà mai diventare a colori, per cui forse nel tuo caso è meglio scattare a colori e poi toglierli in post produzione, in questo modo avrai le foto in entrambe i formati. Dipende sempre da cosa si deve fare, forse per un contest di fotografia in bianco e nero conviene scattarla già così.

    Ciao e grazie,
    continua a seguirci…
    Fabio

  5. scritto da Gianbattista il 25/06/2016

    Una domanda che vorrei fare, tanti fotografi professionisti quando scattano in BW settano la macchina fotografica con un filtro, aumentano o abbassano la saturazione, tutto questo per avere già un buono scatto in macchina
    Ci sono consigli al riguardo, io ho provato ad esportarle in lightroom ma mi ritornano a colori
    Grazie

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