Lezione 30 – Street Photography

2012-08-27
street_photography
Media voti utenti

(5 / 5)

5 5 3
Vota questo articolo

3 utenti hanno votato

Articoli correlati:
  • _MG_7919

    Lezione 46 – Come dare all’acqua un effetto setato

  • IMG_1488F

    Lezione 45 – Le Silhouette

  • IMG_0058

    Lezione 44 – Il Mosso Fotografico

  • IMG_3573_4_5_6_fused

    Lezione 43 – Distanza Iperfocale

  • Abraham

    Lezione 42 – Perché ogni fotografo di paesaggi dovrebbe usare filtri (Sempre!)


Street photography significa documentare la vita degli altri. Un reportage straordinario di cose ordinarie in un ambiente non preordinato.
Fare “fotografia di strada” significa andare alla ricerca di un particolare momento, di una determinata persona, di uno specifico soggetto, in modo – almeno in parte – casuale.
Almeno in parte, già, perché, imparando a conoscere i luoghi che sceglieremo come “set” per le nostre fotografie, ci renderemo conto che la vita di molti di noi segue routine abbastanza prevedibili, e che comunque in certi ambienti certe azioni avvengono più di sovente che in altri.
Nella piazza di un centro storico, ad esempio, è costantemente presente l’elemento del turista che scatta fotografie a qualsiasi cosa. In quell’ambiente, chi vuole iniziare a fare street photography, potrà trovare molteplici spunti, evitando di dover gestire il rapporto con i soggetti che riprende (vedi sezione “privacy”).
Un buon modo di abituarsi alla rapidità che ci richiede questo genere di fotografia, è partire da s

ituazioni più semplici e meno veloci.
Al semaforo, ad esempio, sulle strisce pedonali. Le persone sono ferme in attesa del verde. Consideriamo le condizioni della luce, esponiamo, mettiamo a fuoco e, quando parte il nostro soggetto, e si trova in un contesto che ci piace, scattiamo.
Man mano che sentiremo crescere la voglia di avvicinarci agli altri, aumenterà la difficoltà, ma aumenteranno esponenzialmente le possibilità di catturare momenti emozionanti, espressioni originali, caratteristiche divertenti della gente che incontriamo.

Tutte cose che piaceranno a chi guarderà le nostre immagini.

Chi può fare street photograpy?

Chi è abituato a fare ritratti, matrimoni, insomma a fotografare le persone, possiede già le cognizioni necessarie ad accostarsi a questo genere: l’occhio abituato ad inquadrare il soggetto e ad inserire nel “frame” (fotogramma) gli elementi che desidera (ciò che indichiamo col termine “composizione”), è in grado di riconoscere le geometrie che possono efficacemente attrarre lo sguardo dell’osservatore.
Ma il bello della strada è che è di tutti, e chiunque può fare fotografia di strada, purché abbia in mente alcune regole essenziali:
1) non si deve aver paura della gente: la gente siamo noi, bisogna concentrarsi sulla composizione
2) una “street” (foto di street photography) nasce dalla voglia di capire cosa anima gli altri, dal nostro interesse per loro e per la loro vita
3) fotografare è simile ad una caccia senza vittime, la street photography è una caccia alle emozioni delle persone
4) sbagliando si impara, è necessario ricordare i nostri errori per non ripeterli
Quando decidiamo di scattare una foto, lo facciamo per un motivo: qualcosa ci piace, o non ci piace affatto.
Non è immorale fotografare un senzatetto, o una persona disagiata; è molto meno etico voltarsi dall’altra parte.

Privacy?

Ci sono fotografi, anche bravissimi, che non entrano in contatto con i soggetti dei loro scatti, per evitare rischi. E’ comunque un rischio, sia per via della normativa sulla privacy, che per eventuali reazioni a posteriori.
Personalmente, a meno di non scattare particolari non identificabili (i piedi, un corpo senza il volto), preferisco farmi percepire da chi fotografo, e sorrido. Se sono incappato in una persona che non vuole farsi fotografare, cancello la foto ed evito rischi, anche legali. Quando caricherò una foto su internet, mi esporrò comunque a dei rischi, ma questo stile non è interamente compatibile con la complessa e articolatissima normativa di certi paesi, compreso il nostro.
La nostra sensibilità ci permetterà di evitare di riprendere una scena che potrebbe creare grossi problemi a qualcuno, e di conseguenza guai legali o rimorsi di coscienza a noi.
Mi è capitato davvero di rado che qualcuno abbia reagito arrabbiandosi. In quel caso, mai replicare. Meglio fingere di essere stranieri, fare altre foto in giro a caso come se si fosse turisti un po’ matti, o andarsene via rapidamente.

Sorridi! Sei su candid camera

 

Un ritratto spontaneo (candid) può nascere dall’interazione fra noi – o altre persone – con il soggetto, ma il nostro scatto sarà veramente efficace se ci troveremo esattamente dove l’azione si svolge.

Questo richiede coraggio: dobbiamo avvicinarci a sconosciuti e fotografarli.
Fortunatamente, in Italia siamo molto abituati ad apparire, per cui è abbastanza semplice iniziare chiedendo il permesso, quindi facendo loro un ritratto. Poi saremo pronti a scattare delle candid da un metro e mezzo.

Luoghi affollati, gente che aspetta, ad esempio in una stazione ferroviaria, o alla fermata dell’autobus, sono l’ideale per questo genere di ritratti.

Molte persone hanno un viso che parla più di mille parole.
Il teleobiettivo, in questo stile fotografico, è assolutamente da evitare. Non è intimo, quindi non è in grado di restituire l’anima del soggetto. Inoltre, offre prospettive schiacciate dalla limitata profondità di campo. Per approfondire, guarda la sezione “consigli tecnici” di seguito nella lezione.

Quale attrezzatura mi serve?

Molti pensano che l’attrezzatura sia essenziale.
Di sicuro una reflex professionale con un grosso zoom è un’ottimo strumento per foto in studio, di sport o naturalistiche, ma per andare su e giù in strada è una tortura che dovremmo evitarci. Inoltre, se la puntiamo a distanza ravvicinata su qualcuno, la reazione potrebbe facilmente essere di paura.
Altri acquistano quella specifica fotocamera per moda, o perché ce l’ha l’amico che è molto bravo. Magari risulta troppo piccola per le loro mani, o inadatta per il loro stile. Potrebbe essere un errore costoso.
In effetti l’unica cosa che mi sento di consigliare è di scegliere la nostra fotocamera sulla base della sua maneggevolezza e della qualità delle immagini che è in grado di riprendere, e poi di imparare bene come funziona.
Esistono molte recensioni sul web o nelle riviste specializzate, che possono aiutare nella scelta, e molti negozi permettono di giocare un po’ con le macchine prima di acquistarle.
Nella sezione “Macchine fotografiche” in questo sito, fra breve sarà disponibile un sistema automatico che vi fornirà utilissimi suggerimenti per l’acquisto.

Consigli tecnici per scattare buone foto

1) Le ottiche ideali vanno dal grandangolare (28-35 mm) al medio tele (90-105 mm.) a seconda della scelta di inquadrare l’intero soggetto all’interno di un ambiente, o di volerne solo riprendere un particolare, ad esempio il volto. Chi viene dall’analogico e probabilmente ha dimestichezza con il 50 mm., che ha un angolo di campo simile a quello dell’occhio umano (ovvero 50-60°), può utilizzare tranquillamente quella focale, o provare il 40 mm., che sembra rendere ancora più naturali le foto, perché permette di inquadrare ai bordi del fotogramma anche gli elementi che visivamente percepiamo con la “coda dell’occhio”.
2) più rapido è il tempo di posa, maggiori sono le possibilità che la foto risulti mossa. E’ opportuno scattare sopra il 125° di secondo. Se è sera o c’è poca luce, alzare gli ISO fino a 800, oltre è difficile mantenere alta la qualità.
3) se vogliamo fare un ritratto, lo sfondo deve rimanere – appunto – sullo sfondo. Dobbiamo aprire il diaframma il più possibile, per sfocarlo. Va da sé che, per ottenere questo genere di foto, dovremo avere un obiettivo “veloce”, ovvero con apertura massima del diaframma di almeno 2,8. Può essere interessante acquistare un paio di ottiche a focale fissa (per es. un 35/1,8 e un 50/1,4). Sono molto più leggere e costano molto meno di uno zoom luminoso. La lezione 8 nella sezione “Corso di fotografia”, è interamente dedicata all’argomento obiettivi, ed è sicuramente importante approfondirne la conoscenza.
4) è consigliabile tenere la fotocamera sempre accesa, per non perdere il “momento buono”, quindi è consigliabile l’acquisto di una seconda batteria.
5) fotografare in manuale offre il maggior controllo possibile sulla nostra foto, ma richiede un lavoro di preparazione allo scatto. Impostare su priorità dei diaframmi (modo A) ci consente di scegliere il diaframma migliore per sfocare lo sfondo (diaframma massimo, ad es. 1,8) o avere a fuoco soggetti distanti fra loro (diaframma minimo, ad es. 22). Se non abbiamo avuto tempo di preparare lo scatto, ma la situazione o il soggetto sono davvero interessanti, impostiamo su tutto automatico (modo P) e scattiamo comunque. Come diceva Manzoni, tutto è puro per i puri.
6) scattare più di una volta ci assicura una maggiore possibilità di avere catturato l’immagine che volevamo, spesso inizialmente capita di scattare troppo presto e di avere solo un braccio o una gamba del soggetto nel fotogramma.

Consigli pratici per scattare foto migliori

1) la curiosità aiuta, la creatività anche, ma non servono se non si è allenati a guardare in modo corretto. Per allenarci, dobbiamo andare continuamente alla ricerca di situazioni interessanti, come nel reportage giornalistico.
2) come dicevano i latini, “repetita iuvant”: più ci abituiamo a determinate condizioni (luce, situazioni, etc.), più saremo in grado di fare meccanicamente (quindi rapidamente) le operazioni necessarie a riprendere il soggetto, e potremo concentrarci unicamente sugli elementi che vogliamo inserire nella nostra immagine.
3) se si frequenta un posto per un certo tempo, anche se abbiamo una fotocamera in mano, dopo un po’ si dimenticheranno di noi, e potremo scattare tranquillamente senza il timore di essere notati.
4) il bianco e nero è un ottimo modo per concentrare l’attenzione sul soggetto, isolarlo da contesti molto colorati che potrebbero risultare poco “leggibili” da chi osserva le nostre fotografie. Se scattiamo in digitale, non c’è problema, possiamo trasformare uno scatto a colori in bianco e nero. Esistono svariati software, anche gratuiti, che permettono di farlo velocemente. Diversamente, occorre determinare prima ciò che vogliamo ottenere nell’ambiente che abbiamo scelto, e decidere se i colori aiutano o infastidiscono.
5) possiamo post-produrre, ritagliare (croppare) le foto con i programmi di foto-ritocco, ma ci costerà tempo e fatica trasformare una foto venuta male in un’immagine decente, o al massimo carina. Meglio investire quel tempo scattando qualche altra foto in strada e i soldi per acquistare il software per una lente (un obiettivo) di maggiore qualità e luminosità.

 

E ora come faccio a farmi conoscere?

Se state leggendo questo articolo, è perché avete capito che su questo sito ci sono molti degli ingredienti per farlo, sia dal punto di

 vista dell’apprendimento, che della collaborazione e della conoscenza di altri appassionati come noi.

Ci sono molti siti nei quali poter caricare le nostre immagini, da Flickr a 500px, possiamo creare una pagina “artista” su Facebook, postarle sui forum dei produttori di fotocamere, oppure semplicemente creare un proprio blog.
Un’altra possibilità è partecipare ai cosiddetti contest (concorsi fotografici) a tema.
In tutti i casi, potremo fare tesoro dei commenti che riceviamo, guardare le immagini degli altri utenti e educare i nostri occhi a capire cosa è importante inserire in una foto e cosa lo è meno, o addirittura sarebbe meglio evitare.
Questa interazione con altri amanti della fotografia come noi ci porterà, col tempo, ad affinare la nostra tecnica e a sviluppare il nostro stile personale.
La street photography difficilmente ci porterà a guadagnare del denaro, ma è appassionante ed è un’ottima scuola per chi ha in mente di fare professionalmente foto di sport, di matrimonio o concerti.

 

Ultime raccomandazioni

Oggigiorno si parla spesso di “fotografie perfette”.
E’ bene chiarirlo: non esistono fotografie perfette; non esiste alcuna forma d’arte perfetta, se è per questo.
Dobbiamo cercare di non scattare foto mediocri o, se ci accorgiamo di averlo fatto dopo lo scatto, cancellarle e avere la modestia di non caricarle sul web. Una foto mediocre non è una foto brutta, ma dovremmo ricordarci sempre il motivo per cui la facciamo: comunicare.
Se vogliamo comunicare bene con le parole, dobbiamo sceglierle con cura.
La stessa cosa vale per le immagini.

Commenti

  1. scritto da Gerardinjo il 03/09/2012

    Ottimo articolo Marco!
    Ho trovato molto giusto e interessante il fatto che non ti soffermi troppo sul fatto di avere attrezzatura costosa, ma sul come usare quella a disposizione, qualunque essa sia

    Continua cosi’!

  2. scritto da Marco Monetti il 03/09/2012

    Grazie mille Gerardinjo. Mi fa un grandissimo piacere ricevere il tuo apprezzamento.
    Sai, credo che la ricerca fotografica passi anche dalla scelta della giusta attrezzatura, ma si corre il rischio di finire col fare un mutuo per avere la fotocamera dei sogni, per poi accorgersi che la nostra tecnica evolve verso uno stile che richiede qualcosa di totalmente diverso.
    E’ una trappola in cui in passato sono caduto e che oggi, grazie anche all’aiuto di amici professionisti, ho imparato ad evitare. Per questo desidero passare il messaggio anche a chi mi legge.
    Un giusto mix fra ciò che sappiamo fare e ciò che ci serve per farlo, può portarci ad ottenere più rapidamente e con meno denaro i risultati che desideriamo.
    Allora, io continuo. Tu seguimi.

  3. scritto da Gabriele il 09/01/2014

    Bellissimo articolo, ma purtroppo la mia esperienza con la street photography è stata spesso negativa. Ammetto di scattare (e anche raramente) solo di nascosto. In tante volte, quando ho scattato in modo manifesto o, addirittura, chiesto il permesso prima di scattare, ho ricevuto reazioni negative, offese e umiliazioni. Sfortunato io o segno dei tempi?

Inserisci un Commento