Lezione 19 – Tecnica bokeh

2012-05-25
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Il bokeh è quella tecnica che permette di avere un particolare effetto sfuocato nelle foto, e si può ottenere solo grazie alla profondità di campo del proprio obiettivo: responsabile di ciò è il diaframma e della sua regolazione. I valori focali sono cifre espresse con una logica sequenziale ottico-matematica, riconoscibili dalla sigla “f” presente su ogni obiettivo; un valore focale basso corrisponde proporzionalmente ad una profondità di campo minore mentre alti valori permettono di avere una profondità di campo maggiore. In parole povere questo significa che nel primo caso avremo un soggetto a fuoco completamente staccato dallo sfondo che apparirà come sfumato, mentre nel secondo caso l’area messa a fuoco dal diaframma sarà ben più ampia (e difatti adatta alla ripresa paesaggistica).Le lenti da tenere in considerazione per provare a sperimentare questa tecnica (ed avere ottime rese dello sfondo sfuocato) sono proprio i medio-tele (solitamente con una lunghezza focale compresa tra i 85mm ed i 150mm), i teleobiettivi ed i macro. I primi obiettivi menzionati sono molto usati nella fotografia da ritratto: mantenendo un’ampia apertura di diaframma lo sfondo verrà sfumato e rimarrà in secondo piano: questo fa sì che il soggetto a fuoco sia pienamente esaltato nello scatto finale e che la parte retrostante faccia da delicata cornice. Esistono tuttavia altri modi di definire il “bokeh”, quest’ultimo difatti può essere anche uno sfondo con luci puntiformi fuori fuoco: questo è un effetto molto ricercato per conferire particolari artistici alla fotografia. Il tipico bokeh circolare quindi necessita, per essere realizzato, di fonti di luce puntiformi e che siano abbastanza distanti dal soggetto a fuoco: il diaframma a grande apertura permetterà la sfumatura di queste luci, decorando lo sfondo della fotografia e rendendola quasi poetica.Prima di procedere con l’esperimento è necessario sapere che la propria reflex andrà impostata in “Priorità di Diaframma” e selezionare il numero “f” della profondità di campo (come f/1.8, f/2.8, f/5,6 etc.) più piccolo, per avere una grande apertura di diaframma che permetterà di avere un bokeh perfettamente tondo (in presenza di fonti luminose che abbiano una geometria più o meno circolare); inoltre l’apertura stessa controlla la quantità di luce che può attraversare l’obiettivo e l’otturatore per rimanere registrata sul sensore (o pellicola se si tratta di una macchina fotografica analogica).
Per avere risultati ottimali ed ottenere il bokeh che desideriamo, è sempre bene ricordare ed optare per un valore uguale o minore di f/2,8 ed in generale minore di f/4.La maggior parte degli obiettivi attualmente in commercio posseggono le lamelle del diaframma poco curve e l’effetto bokeh, prendendo la dimensione e la forma dell’apertura, solo con i minimi valori “f” risulterà più circolare e meno sfaccettato. E’ infatti possibile che con aperture minori il bokeh prenda forme esagonali o troppo poligonali. Lenti di fascia alta invece (e sono quelle più costose) montano lamelle curve, che formano agevolmente l’effetto tondo per tutti i valori di apertura. Ecco come la geometria del diaframma interviene sulla buona riuscita della tecnica, ma è comunque a discrezione del fotografo la scelta dei valori a seconda dell’effetto desiderato.

L’ultima cosa su cui studiare e riflettere per ottenere buone foto con bokeh è la distanza focale tra fotocamera, soggetto e sfondo. Il soggetto, infatti, meno è distante dalla macchina fotografica (e quindi dalla conseguente messa a fuoco) migliore è lo sfondo ad effetto bokeh e gli effetti sfumati di sfondo annessi ad esso. Ovviamente i giochi di luce sullo sfondo sono importanti per avere scatti particolari, e ogni risultato non sarà mai come un altro: questa è la parte più interessante della sperimentazione. E’ importante ricordare che la profondità di campo è una funzione della lunghezza focale dell’obiettivo: il bokeh risulterà il più pulito se si unirà la massima apertura di diaframma con l’avvicinamento con la massima lunghezza della lente (in altre parole bisogna zoomare al massimo) al soggetto da mettere a fuoco.

Dopo qualche nozione teorica, i consigli per procedere alla realizzazione della tecnica saranno certamente utili e bisogna seguire questi passaggi.

Innanzitutto bisogna regolare la macchina fotografica in modalità “Priorità di Diaframma” tramite la ghiera delle impostazioni, ed in seguito selezionare l’apertura “f” più piccola dell’ottica che si sta utilizzando, preferibilmente sotto il valore f/4 (sceglierla di almeno f/2,8).

Zoomare il proprio obiettivo fino a 50 mm (come minimo, le lunghezze focali maggiori sono preferibili) e posizionarsi, rispetto al soggetto, in modo che quest’ultimo sia in primo piano componendo l’immagine come si preferisce, ma lasciando lo sfondo ben visibile per permettere l’effetto.

Azionare la messa a fuoco manuale tramite lo stesso obiettivo e, dopo la sua regolazione secondo il proprio gusto, scattare la fotografia.

Se la velocità di scatto che risulta è troppo lenta (ad esempio se il suo valore è uguale o inferiore a 1/30 di secondo) si può provare ad aumentare la sensibilità del sensore tramite gli ISO, alzandoli sopra il valore di 400 e tentando diverse prove. Si può compensare lo scatto, se risulta insoddisfacente, regolando anche l’esposizione, in modo che il bokeh sia più accentuato.

Per diventare sufficientemente abili nel padroneggiare l’illuminazione e le impostazioni ci vuole sempre tempo e sperimentazione, ma più si prova e più si riusciranno a trovare i giusti compromessi per scattare fotografie d’effetto in qualsiasi condizione di luce interna ed esterna.

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